La giudice del caso del video sessuale, coinvolgente ex calciatori del Real Madrid, ha respinto la richiesta di Raúl Asencio e dei compagni di squadra, confermando che il processo inizierà a settembre. La decisione è stata resa pubblica in un’autorità giudiziaria di Las Palmas de Gran Canaria, dove si svolgerà il dibattimento dal 3 al 7 settembre. La giudice ha sottolineato che la Guardia Civil ha agito in conformità con la legge, senza aver adottato manovre ingannevoli, e che il telefono sequestrato ha una doppia funzione: fonte di prova e strumento del reato.
La legge non richiede il consenso del titolare per sequestrare strumenti del reato, ha spiegato la magistrata, riferendosi al caso in cui i calciatori hanno tentato di cancellare le prove. La giudice ha anche sottolineato che i presunti imputati hanno effettuato copie di backup per eliminare il contenuto, un atto che potrebbe essere visto come un tentativo di ostacolare l’indagine.
Le difese di Ferrán Ruiz, Juan Rodríguez e Andrés García hanno sollevato diverse questioni, tra cui la legittimità del sequestro dei dispositivi e la validità delle prove ottenute da essi. In particolare, hanno messo in discussione una registrazione fatta da una delle vittime di una conversazione telefonica con Asencio. La giudice ha però chiarito che il Tribunale Supremo permette l’introduzione di tali registrazioni nel processo penale, purché siano pertinenti e legalmente ottenute. La giudice ha respinto tutte le eccezioni sollevate durante l’audizione preliminare, sottolineando che le prove raccolte sono state ottenute in modo legale e che non esiste alcun dubbio sulla loro validità. Inoltre, ha sottolineato che il sequestro del telefono era giustificato dal rischio di perdita delle prove, un aspetto che i difensori avevano cercato di contestare.
Durante l’audizione preliminare, l’avvocato di Asencio ha tentato di far valere il perdono esplicito ottenuto dalle vittime, a cui l’ex calciatore ha già indennizzato. La giudice ha però chiarito che il perdono ha effetti solo sul reato di diffusione del video, non sulle accuse di pornografia infantile rivolte a Ruiz, Rodríguez e García. Il processo, in cui si valuterà la volontarietà del perdono, avrà luogo a settembre, quando le vittime dovranno ratificare la loro decisione.
La Procura ha chiesto quattro anni e sette mesi di carcere per Ferrán Ruiz, Juan Rodríguez e Andrés García, per due reati di diffusione di materiale sessuale e uno di pornografia infantile. Per Asencio, invece, la richiesta è di due anni e mezzo di carcere per due reati di diffusione. Tuttavia, il Ministerio Público ha espresso la sua disponibilità a ritirare la richiesta di condanna contro Asencio se le vittime confermeranno il loro perdono durante il processo. Il caso rappresenta un esempio di come le leggi penali si applicano a situazioni complesse, dove la legittimità delle prove e la volontà delle vittime giocano un ruolo cruciale. Il dibattimento, che si svolgerà a settembre, sarà un momento chiave per determinare le conseguenze legali per i calciatori coinvolti.
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