Sergi Darder, centrocampista del RCD Mallorca, ha espresso un’idea chiara e diretta durante un’intervista: “El jugador que tiene un 10% de la cabeza fuera de aquí, mejor que se vaya”. Le sue parole, pronunciate in un contesto di riflessione sul futuro del club, hanno suscitato interesse e dibattito. Il giocatore, che ha visto il club scendere in Segunda División, ha sottolineato l’importanza di un impegno concreto e di una squadra coesa, anche se il cammino non sarà facile. Darder ha anche parlato del ruolo del tecnico Luis García, che ha portato una nuova dinamica al club, e del bisogno di un’identità comune tra giocatori e tifosi.
Il giocatore ha chiarito che giocare in Segunda División non è un problema per lui, anzi, lo considera un’opportunità. “Soy todo lo contrario a un jugador conformista, pero para mí jugar con el Mallorca en Segunda nunca será un problema”, ha detto. Darder ha anche sottolineato che il club ha una “una de las mejores plantillas” della categoria, ma che è necessario dimostrare questa forza. Estoy convencido de que nos acostumbraremos a ganar, ha aggiunto, mostrando fiducia nel gruppo e nella capacità di adattarsi al nuovo contesto.
Darder ha anche parlato del bisogno di un compromesso tra giocatori, staff e tifosi. “También tienes que convencer a los Valjent, Abdón, Pablo Torre, Virgili… En ese impás desde que se afirmó su marcha hasta que se fue, todo el mundo tenía muchas dudas”, ha spiegato. Il giocatore ha riconosciuto che la situazione era turbata, ma ha visto un miglioramento negli ultimi mesi. Hace un mes veía mucha división entre el club, la prensa, staff, jugadores…todo estaba muy turbio, pero ahora noto algo diferente, ha detto, indicando un passo avanti nella coesione interna.
Il giocatore ha anche parlato delle sue esperienze passate, come il periodo in Espanyol e in Las Palmas, dove ha giocato con giocatori di alto livello. “Sin embargo, él tenía dos jugadores así en el Espanyol y jugábamos Denis Suárez y yo de pivotes, y en Las Palmas jugaba con Kirian y Amatucci”, ha ricordato, sottolineando l’importanza di un sistema tattico ben definito. Darder ha anche espresso la sua soddisfazione per la scelta del tecnico Luis García, che ha portato una nuova visione del gioco e una maggiore comprensione del suo ruolo. Nonostante le sfide, Darder ha espresso fiducia nel futuro del club. “Para mí, lo más importante es que sepan que sufriremos”, ha concluso, rafforzando l’idea che il Mallorca, nonostante il calo di livello, possa trovare un equilibrio e una forza sufficiente per competere in Segunda División. Il giocatore, con la sua esperienza e la sua determinazione, sembra essere un punto di riferimento per la squadra e per la comunità tifosa.
Il giocatore ha anche sottolineato che non ha accettato offerte di Primera, ma ha riconosciuto che ci sono sempre opzioni. “No quiero que se interprete que he tenido 50 ofertas, pero con los años vas conociendo mucha gente que te llama para tantear tu situación”, ha detto. Darder ha anche espresso la sua volontà di rimanere, nonostante il calo del club, e ha riconosciuto che la sua decisione è legata al progetto del club. Si me hacían sentir importante en un contexto donde poder rendir al mejor nivel, mi deseo era quedarme, ha aggiunto, mostrando la sua dedizione al club.
Il giocatore ha anche parlato del ruolo del tecnico Luis García, che ha portato una nuova dinamica al club. “Para el Mago de Artà, las aguas no se empezaron a calmar hasta la llegada de Luis García, un técnico que conoce y por el que se siente comprendido”, ha detto. Darder ha riconosciuto che il tecnico ha portato una maggiore comprensione del suo ruolo e ha migliorato la comunicazione tra squadra e allenatore. Me siento agradecido. No me sorprende porque ya lo conozco, ha concluso, mostrando la sua soddisfazione per la scelta del tecnico.
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