Ben Shelton ha conquistato il titolo a Montreal, sconfiggendo il connazionale Brandon Nakashima in due set con il punteggio di 6-3, 7-6(4). Il mancino statunitense ha ottenuto il suo secondo titolo del Masters 1000 nella carriera, dopo aver vinto a Toronto lo scorso anno. La vittoria, ottenuta in un’ora e 27 minuti, gli permette di raggiungere la posizione numero 6 del ranking ATP e di chiudere il torneo senza aver ceduto nemmeno un set.
Shelton ha dominato la partita grazie a una combinazione di potenza al servizio e capacità di mantenere il controllo nei momenti decisivi. Il 23enne ha vinto l’86% dei punti con la prima di servizio e non ha concesso nemmeno una palla break nell’intero incontro. Nakashima, pur tentando di rispondere con la regolarità da fondo e la capacità di allungare gli scambi, non è riuscito a riaprire il parziale. Il mini-break conquistato nella fase centrale da Shelton gli ha permesso di prendere il controllo della volata finale, portando il match al 7-4.
Shelton dimostra una capacità di reazione eccezionale nel tie-break.
La vittoria di Shelton è considerata un’impresa rara, poiché non si registrava un successo consecutivo a Montreal da parte di Rafael Nadal, che aveva vinto nel 2018 e nel 2019. Shelton, però, ha dimostrato di avere qualcosa in più nei momenti decisivi, come ha fatto nel tie-break, dove ha trasformato il mini-break in una vittoria decisiva. Il pubblico canadese ha celebrato il bis del campione uscente, con un abbraccio e un’esultanza che ha chiuso la partita.
Il trionfo di Shelton ha anche portato a un miglioramento del suo ranking ATP, spingendolo al numero 6. Il successo è stato costruito su una serie di prestazioni solide, con Shelton che ha vinto 65 punti contro i 53 di Nakashima. Il dato più significativo riguarda però le palle break: il campione in carica non ne ha concesso nemmeno una, mentre il connazionale ne ha affrontate quattro, riuscendo a cancellarne due. La partita ha visto un equilibrio iniziale tra i due giocatori, ma Shelton ha imposto il proprio gioco con una velocità di palla che ha raggiunto i 230 km/h. Nakashima, pur aumentando l’efficacia della sua prima di servizio nel secondo set, non è riuscito a mettere sotto pressione Shelton nei propri turni. Il match, tuttavia, è rimasto equilibrato fino al tie-break, dove Shelton ha dimostrato una capacità di reazione eccezionale.
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