Luca Marini, pilota della MotoGP, ha espresso preoccupazioni sul calendario della stagione 2026, sottolineando come la sua intensità non permetta ai piloti di recuperare dagli infortuni o migliorare fisicamente. L’atleta ha rilasciato le sue dichiarazioni durante un’intervista al portale specializzato speeweek.com, in un contesto in cui la stagione si presenta come una serie di gare senza pause significative. La criticità del calendario emerge soprattutto nel periodo estivo, dove la stagione sembra non sfruttare appieno il periodo di riposo. Marini ha espresso la sua preferenza per una pausa invernale, un elemento che potrebbe aiutare i piloti a concentrarsi meglio sulla preparazione fisica e a gestire meglio i rischi legati agli infortuni.
Il calendario della MotoGP 2026 prevede un periodo di attività intensa che non concede spazi per il riposo. Dopo il Gran Premio di Germania (12 luglio) e quello di Gran Bretagna (9 agosto), ci sono due weekend senza gare, ma la stagione non si ferma. Il cuore dell’estate, che dovrebbe essere un periodo di riposo, è pressoché inutilizzato. Marini ha sottolineato come questa dinamica non permetta ai piloti di seguire un programma fisico adeguato, né di recuperare da infortuni. “Non si può impostare un lavoro diverso, atto a migliorare atleticamente o a recuperare da vecchi infortuni”, ha detto il pilota. Questo tipo di programma, secondo lui, impone del tempo che non abbiamo, e rende difficile la gestione della preparazione.
La stagione 2026 prevede 22 Gran Premi, il che implica una durata molto lunga della stagione. Il problema, come ha sottolineato Marini, è che la stagione non si ferma mai, e non esiste alcuno stacco tra una stagione e l’altra. Questo crea una situazione in cui i piloti non hanno tempo per riposare, né per migliorare. La stagione si chiude il 29 novembre, e i primi test 2027 sono già programmati a fine gennaio. “Davvero non si può far meglio?”, ha chiesto il pilota, suggerendo che un calendario più razionale e compatto potrebbe aiutare a migliorare la gestione della stagione.
Marini ha anche sollevato l’ipotesi di una cadenza più regolare nei Gran Premi, evitando periodi di “secca” e di “piena”. Questo potrebbe aiutare a bilanciare la stagione e a permettere ai piloti di concentrarsi meglio. Tuttavia, il problema non è solo tecnico, ma anche di coordinamento tra le diverse parti coinvolte nel Motomondiale. “Bisognerebbe discuterne fra piloti, team manager, organizzatori del Motomondiale e stakeholders, senza dimenticare chi detiene i diritti TV”, ha aggiunto Marini. Insomma, ci sarebbero forse troppe persone e troppi interessi da mettere d’accordo, ma la voce dei piloti, come lui, è spesso l’ultima a essere ascoltata.
Il calendario attuale, secondo Marini, non permette ai piloti di gestire al meglio la preparazione fisica e di recuperare dagli infortuni. La stagione si svolge senza pause significative, e questo crea un carico fisico e mentale elevato. La sua richiesta di una pausa invernale non è solo un desiderio personale, ma una necessità per migliorare la performance e la salute dei piloti. La discussione su un calendario più razionale potrebbe diventare cruciale per il futuro del Motomondiale, ma per ora, la voce dei piloti rimane marginale.
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