Giorgia Pelacchi, atleta olimpionica del canottaggio, ha raccontato la sua straordinaria carriera in una recente intervista su OA Sport. Dopo aver vinto il primo Mondiale nel quattro di coppia e aver cantato per la prima volta l’Inno nazionale, la giovane azzurra ha trovato il suo vero destino nell’otto femminile, dove ha conquistato il sesto posto alle Olimpiadi di Parigi 2024. La sua storia è un mix di passione, sacrificio e lavoro di squadra, che l’hanno portata a realizzare un sogno che sembrava lontano.
“Nell’otto servono otto professioniste unite da un sogno”, ha detto Giorgia Pelacchi, sottolineando l’importanza del lavoro di squadra e della professionalità. La sua carriera ha avuto un punto di svolta quando i tecnici l’hanno provata sull’otto, un ruolo che le ha dato una nuova direzione. “Me ne sono innamorata”, ha spiegato, ricordando come l’esperienza l’abbia trasformata. L’otto, con i suoi ruoli specifici e la sua complessità, richiede una squadra di donne con caratteristiche diverse, ma unite da un’unica passione.
La professionalità e l’empatia sono la chiave del successo. “L’aspetto umano è la parte fondamentale”, ha aggiunto Pelacchi, sottolineando come il rapporto tra le atlete sia cruciale per il successo. Ogni equipaggio ha le sue caratteristiche, ma in coda, cioè al sette e all’otto, si mettono le più leggere, che devono saper dare il ritmo e mantenere la concentrazione. “Siamo otto donne: su otto fai fatica a pensare che abbiamo tutte la stessa mentalità, né eravamo tutte amiche. Ma eravamo otto professioniste con un sogno”, ha ricordato, spiegando come la professionalità e l’empatia abbiano unito il gruppo.
La carriera di Giorgia Pelacchi ha iniziato con la pallavolo, ma è stato il canottaggio a conquistarla. Dopo aver vinto l’oro al Mondiale U23 nel quattro senza, ha trovato il suo posto nell’otto, dove ha vissuto un’esperienza unica. “Parigi 2024 è arrivata grazie alla qualifica di Lucerna. Abbiamo preso il primo pass, di quella gara non ricordo niente. Ricordo che siamo partite e che siamo state sempre davanti”, ha ricordato, descrivendo l’emozione del momento. La gara è stata un momento di grande soddisfazione, non solo per il risultato, ma anche per il messaggio di valori che ha rappresentato.
La gara è importante, ma l’esperienza è ciò che rimane. “La gara è importante, ma io l’ho vissuta, oltre al risultato, anche per il messaggio che c’è dietro”, ha concluso, sottolineando come il canottaggio non sia solo uno sport, ma un modo di vivere e di crescere. La sua esperienza è un esempio di come la passione, il lavoro e la collaborazione possano portare a traguardi straordinari. Giorgia Pelacchi ha anche parlato del ruolo del capovoga e della sua importanza nel gruppo. “Sono io che faccio il ritmo, ma senza il supporto degli altri non fai nulla”, ha detto, ricordando come ogni atleta abbia un ruolo specifico e come la squadra sia fondamentale per il successo. La sua storia è un esempio di come il lavoro di squadra, la passione e la determinazione possano portare a traguardi importanti, come le Olimpiadi.
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