Il 21 agosto 2026, gli US Open si sono conclusi con un record storico del montepremi, che ha raggiunto i 108 milioni di dollari, il più alto mai registrato nella storia del tennis professionistico. L’aumento, che rappresenta un incremento del 20% rispetto al 2025 e del 44% in due anni, segna una svolta non solo economica, ma anche nella relazione tra i grandi tornei e i giocatori. La sconfitta di Jannik Sinner contro Aryna Sabalenka ha rappresentato un momento chiave, ma non l’unica novità di questa edizione. I tennisti, attraverso mesi di confronto con i quattro tornei del Grande Slam, hanno ottenuto un primo effetto concreto: un organismo ufficiale di rappresentanza, il Grand Slam Player Advisory Council, che darà voce ai giocatori in decisioni importanti.
Il record del montepremi non riguarda solo i vincitori, ma anche i giocatori in tutte le fasi del torneo. I vincitori del singolare hanno incassato 5,5 milioni di dollari, mentre i giocatori che usciranno al primo turno del tabellone principale riceveranno 140 mila dollari, un incremento del 27,2% rispetto all’edizione precedente. Anche le qualificazioni hanno visto un aumento: i giocatori che passeranno il turno riceveranno 32 mila dollari. A completare il quadro c’è il Player Support Program, un fondo da 2 milioni di dollari destinato a sostenere i tennisti in caso di difficoltà impreviste o durante la fase successiva al ritiro.
La crescita dei ricavi dei grandi tornei ha portato a un primo effetto concreto per i giocatori. L’aumento del montepremi e la nascita di un organismo ufficiale di rappresentanza indicano che le richieste dei tennisti hanno prodotto almeno un primo effetto. La creazione del Grand Slam Player Advisory Council rappresenta un passo avanti per i giocatori, che ora hanno una voce ufficiale nei confronti dei quattro Major.
L’obiettivo dell’organismo è creare un confronto permanente su temi come il montepremi, le condizioni di partecipazione, il welfare e l’organizzazione dei tornei. Le richieste di maggiore trasparenza e una distribuzione più equa dei ricavi hanno trovato una risposta concreta, anche se il tema del revenue sharing, ovvero una partecipazione diretta degli atleti ai ricavi generati dagli Slam, resta ancora aperto.
La svolta degli US Open 2026 segna un cambiamento nella relazione tra i giocatori e i tornei. La crescita dei ricavi dei grandi tornei e il ruolo crescente dei giocatori nella distribuzione di questa ricchezza hanno portato a un primo effetto concreto, anche se il dibattito su una maggiore partecipazione ai ricavi non è ancora concluso. Gli US Open 2026 diventano quindi un simbolo di una possibile nuova fase del tennis, in cui i giocatori hanno una voce più forte e i soldi in campo sono più elevati.
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