L’autore e giornalista spagnolo Arturo Pérez Reverte ha espresso una reazione forte e diretta dopo la morte del generale serbo-bosniaco Ratko Mladic, noto come il “carnicero di Bosnia”. Il 27 agosto 2026, Mladic è deceduto all’età di 84 anni in un ospedale penitenziario a La Haya, dove era in carcere per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità. La notizia ha scatenato una reazione emotiva e contundente da parte di Pérez Reverte, che ha condiviso un messaggio su X in cui ha espresso la sua indignazione. Ha muerto este hijo de la grandísima puta, el carnicero de Bosnia, que tanto dolor causó.
Pérez Reverte ha vissuto la guerra dei Balcani come inviato speciale, un’esperienza che lo ha profondamente segnato. Dopo aver visto “troppi morti” e aver perso la capacità di rimanere insensibile alla barbarie, ha deciso di abbandonare il giornalismo di guerra nel 1994. La sua decisione non fu improvvisa, ma il risultato di un accumulo di sofferenza e di una crescente distanza da un mondo che aveva visto troppo. La sua uscita non fu repentina, ma il risultato di un desgaste acumulado. Pérez Reverte ha raccontato che, durante la sua esperienza in Bosnia, ha visto migliaia di civili soffrire e morire. L’assedio di Sarajevo, in particolare, lo ha profondamente colpito. Mladic, uno dei principali responsabili di quel periodo, ha guidato le truppe serbe nell’assedio, causando migliaia di morti.
Nel 1995, Mladic ha guidato le forze serbe nell’assedio di Sarajevo, un evento che ha causato migliaia di morti tra civili. In seguito, le sue truppe hanno compiuto la strage di Srebrenica, dove sono stati uccisi oltre 8.000 uomini e bambini musulmani. Il tribunale internazionale ha definito questi atti come genocidio. Mladic è stato arrestato nel 2011 e condannato a cadena perpetua nel 2017. La sua morte ha suscitato reazioni contrastanti, ma Pérez Reverte ha espresso una posizione chiara e senza peli sulla lingua. Los gusanos saldrán de su ataúd a vomitar.
In un post su X, Pérez Reverte ha scritto: “Ha muerto este hijo de la grandísima puta, el carnicero de Bosnia, que tanto dolor causó. Los gusanos saldrán de su ataúd a vomitar”. La frase, dura e senza filtri, riflette l’impatto profondo che la figura di Mladic ha avuto su di lui. Il giornalista ha visto in prima persona la sofferenza e la violenza, e la morte di Mladic ha riacceso emozioni e ricordi che non si sono mai spenti.
La morte di Mladic segna la fine di un periodo storico drammatico, ma anche la conclusione di un’esperienza personale che ha lasciato un segno indelebile. Pérez Reverte, attraverso le sue parole, ha espresso una verità che va oltre le dichiarazioni ufficiali: la guerra non è solo un evento, ma un trauma che rimane con chi lo vive.
Mercedes ha deciso di far sostenere a Russell a Antonelli per vincere il Mondiale.
Enric Mas supera Tadej Pogacar in una salita durante la Vuelta a España, un successo…
Quattro quarti di finale con storie diverse, Arthur Fery e Ignacio Buse emergono nel torneo…
La Vuelta a España si svolge in un clima di dolore e unità dopo la…
Due ciclisti portano il nome dei faraoni egizi, in una Vuelta che celebra la storia…
L'Italia si pone al secondo posto nel girone J con vantaggi chiari nella qualificazione ai…