Sabalenka dopo US Open: “Se Rybakina continua così, sono nei guai”

Sabalenka dopo la sconfitta agli US Open, annuncia la fine del suo dominio e la nascita di Rybakina come nuova numero 1

Aryna Sabalenka, dopo la sconfitta nella finale degli US Open 2026 contro Elena Rybakina, ha espresso una combinazione di delusione e rispetto per la sua avversaria. La bielorussa, campionessa in carica e numero 1 del mondo per 99 settimane consecutive, ha perso 6-4, 5-7, 6-2 sul campo dell’Arthur Ashe Stadium, consegnando la vetta del ranking WTA a Rybakina. Sabalenka ha riconosciuto la superiorità della kazaka, ma ha anche sottolineato la sua determinazione a migliorare e tornare più forte. La finale, che ha visto Rybakina conquistare il terzo Slam della stagione, ha segnato un cambio di prospettiva per la bielorussa, che per la prima volta dopo quasi due anni non sarà più la giocatrice da inseguire nel ranking.

Una rivalità che si fa sempre più intensa

La rivalità tra Sabalenka e Rybakina è ormai uno dei temi centrali del circuito femminile. Le due si sono affrontate più volte nei momenti decisivi della stagione, e la finale di New York ha confermato quanto il loro confronto possa produrre partite di grande intensità. Sabalenka ha riconosciuto senza esitazioni la pericolosità dell’avversaria. “Abbiamo una grande rivalità. Abbiamo giocato molte belle partite e grandi finali in questa stagione. Il suo servizio è incredibile, così come la sua capacità di entrare nello scambio e dominarti in campo. Soprattutto se si gioca su un campo veloce come quello degli US Open, questo rappresenta un enorme vantaggio per lei. Sono davvero tante le cose che la rendono pericolosa”, ha detto la bielorussa.

Il terzo parziale ha visto Rybakina prendere definitivamente il controllo, sfruttando anche le caratteristiche particolarmente favorevoli della superficie e delle condizioni di gioco dell’Arthur Ashe Stadium. Sabalenka ha respinto l’idea che il peso delle precedenti sconfitte possa aver condizionato il suo rendimento. “Stai pensando troppo. Ero semplicemente lì fuori a competere, cercando di fare del mio meglio con quello che avevo oggi. Non è stato abbastanza”, ha concluso la bielorussa, che ha voluto sottolineare gli aspetti positivi del torneo, nonostante la delusione per la sconfitta.

Un passaggio di consegne senza drammi

Per la prima volta dopo quasi due anni, Sabalenka non sarà più la giocatrice da inseguire nel ranking. Il passaggio di consegne, però, è stato accolto con un atteggiamento pragmatico e senza drammi. “Penso che, comunque, quando scendi in campo hai un bersaglio sulla schiena. Non importa se sei numero 1, numero 2, 3, 4 o qualunque altra posizione. Continuerò a lavorare duro e a migliorare il mio tennis, il mio livello. Spero di vincere ancora qualche torneo”, ha dichiarato Sabalenka, che ha voluto sottolineare gli aspetti positivi del torneo, nonostante la delusione per la sconfitta.

La finale è stata anche una battaglia emotiva. Sabalenka ha faticato a contenere la frustrazione nel corso del match, arrivando a scagliare una pallina verso il pubblico e successivamente la racchetta. Un gesto che la stessa giocatrice ha spiegato senza cercare giustificazioni. “È davvero difficile controllare le emozioni quando perdi una finale Slam e quando stai cercando di vincere per la terza volta consecutiva. Volevo semplicemente lasciarle andare, perché se avessi tenuto tutto dentro, in quel momento o lì in campo, non sarei riuscita a dire una parola oppure avrei perso completamente il controllo. Così ho voluto far uscire tutta quella aggressività e quella delusione”, ha spiegato.

Nonostante la pressione di una finale dello Slam, soprattutto quando in palio c’è anche la possibilità di confermare un titolo già conquistato due volte, Sabalenka ha respinto l’idea che il peso delle precedenti sconfitte possa aver condizionato il suo rendimento. La bielorussa ha mantenuto un atteggiamento positivo e motivato nonostante la sconfitta, sottolineando che l’esperienza dimostra che torna sempre più forte e che tutte le lezioni imparate durante la stagione le hanno già resa più forte.

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