Calcio

Zaire-Brasile 1974, la famosa punizione calciata al contrario. Ecco la clamorosa verità

Nei Mondiali del 1974 un calciatore dello Zaire ha calciato una punizione al contrario. Ecco perchè.

Andrea Milano
24.12.2022 17:14

Lo Zaire, campione d’Africa in carica, era tra le squadre partecipanti alla Coppa del Mondo che si giocò in Germania Ovest nel 1974. Zaire è stato il nome dell’attuale Repubblica Democratica del Congo. La denominazione Zaire fu istituita per volere di Mobutu e durò dal 27 ottobre 1971 al 17 maggio 1997.

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La verità sulla famosa punizione battuta al contrario

Lo Zaire fu inserita a quei Mondiali in un vero girone di ferro con Brasile, Jugoslavia e Scozia. L’esordio avvenne il 14 giugno 1974 a Dortmund contro la solida Scozia e terminò con la sconfitta per 2-0 della Nazionale africana. Questa sconfitta, pur dignitosa, non fu presa bene dal presidente Mobutu. Il dittatore fece sapere che per i calciatori non ci sarebbe più stato il premio in denaro concordato in precedenza. I calciatori minacciarono di non giocare le successive partite. In realtà iniziò a girare la voce che quel premio sarebbe stato intascato da un ufficiale zairese fuggito dalla Germania. Questo clima poco sereno si fece sentire nel secondo match del girone contro la Jugoslavia. Sceso in campo con la divisa verde, dopo 18 minuti lo Zaire è già sotto di 3 goal. Mobutu capisce che c’è qualcosa di strano e da Kinshasa telefona facendosi passare uno dei componenti della panchina. Mobutu impose la sostituzione del portiere Kazadi. In realtà quella sostituzione non cambiò nulla, anzi peggiorò la situazione. Lo Zaire subì una delle sconfitte più pesanti mai registrate nella fase finale di un mondiale: 9-0! Mobutu decise di andare personalmente in Germania, il presidente ebbe un colloquio con la squadra pronunciando un discorso davvero delirante: “Se perderete con più di 3 gol di scarto contro il Brasile, nessuno di voi tornerà a casa vivo e non vedrete mai più le vostre famiglie”. Il match Brasile-Zaire fu giocato il 22 giugno 1974 a Gelsenkirchen. Lo Zaire faceva quello che poteva, ma il Brasile era di un altro pianeta. I sudamericani al 79’ erano già in vantaggio con il risultato di 3-0. In caso di sconfitta con 4 o più gol di scarto Mobutu avrebbe mantenuto la sua promessa di morte. Un incubo per i calciatori africani. All’85’ l’arbitro assegnò un calcio di punizione in favore del Brasile. A tirare quel calcio piazzato sarà il mitico Rivelino. Ma a quel punto accadde l’incredibile: l’arbitro fischiò, il terzino zairese Mwepu si staccò dalla barriera e calciò il pallone con forza mancando per poco il viso di Rivelino. I calciatori brasiliani e il pubblico rimasero increduli. Tutti si chiedevano se il giocatore dello Zaire conoscesse almeno le regole. A quel punto l’arbitrò ammonì Mwepu. Il match, dopo questo bizzarro episodio, terminò con la vittoria del Brasile con il risultato di 3-0. La decisione di Mwepu rimase un mistero fino a quando, nel 2002, decise di concedere un’intervista ai microfoni della ‘BBC’. Ecco le sue parole:

“Mobutu aveva minacciato di morte noi e le nostre famiglie, eravamo già sul 3-0 fui preso dal panico e calciai il pallone lontano. I brasiliani ridevano, ma non capivano cosa io provassi in quel momento”.

 

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