Giuseppe Gazzoni e Renzo Ulivieri (ph. bolognafc.it)
Serie A

Dalla C1 alla Serie A in tre anni. Il Bologna di Gazzoni e Ulivieri faceva sul serio

Il Bologna resuscitato dal fallimento del 1993, in sole tre stagioni torna nella massima serie e sfiora l’Europa. I numeri della sua rinascita

Francesco Ferrari
18.06.2022 12:01

Il Bologna della stagione 1996-97, è figlio di 3 anni di lavoro che avevano riportato i rossoblu, dal fallimento del 1993, alla Serie A in tempo record grazie a Giuseppe Gazzoni Frascara. Il Bologna Football Club 1909, così chiamato dopo la rifondazione, era ripartito dalla Serie C1, guidato da Alberto Zaccheroni, sostituito in corsa da Edy Reja. Dopo aver sfiorato la Serie B, perdendo i play-off promozione contro i cugini della SPAL, l’anno successivo, con l’arrivo di Renzo Ulivieri in panchina e Gabriele Oriali come direttore sportivo avviene la svolta. I rossoblu finiranno la stagione con ben 22 punti di vantaggio sulla Pistoiese, mettendo a referto ben 24 vittorie in stagione e una sola sconfitta, in quel di Prato, per 1-0. Promozione diretta quindi, senza lo spettro dei play-off. Protagonisti della stagione il capitano Marco De Marchi, il fantasista scuola Inter Dario Morello, un giovanissimo Cristiano Doni, autore di ben 8 reti, il 23enne di buone speranze Carlo Nervo e la punta Luca Cecconi, che segnerà 14 reti, svolgendo alla perfezione il ruolo di attaccante subentrante e ammazza partite.

Per la Serie B il Bologna acquista l’esperienza tra i pali di Francesco Antonioli, prende dai cugini spallini il terzino Michele Paramatti, il centrale difensivo Stefano Torrisi dal Torino e, un po’ a sorpresa, liquida Cecconi preferendogli Giorgio Bresciani, che era arrivato lo scorso Gennaio e aveva contribuito alla promozione in Serie B. Le scelte si riveleranno più che azzeccate: campionato vinto con 65 punt, 2 più del Verona, e promozione diretta in Serie A. Partecipazione più che dignitosa anche alla Coppa Italia dove eliminerà il Milan di Capello, arrendendosi solo dopo il doppio confronto con l’Atalanta di Mondonico in semifinale. Decisiva la doppietta di un giovanissimo Christian Vieri nella gara di ritorno.

Dopo sole 3 stagioni con Renzo Ulivieri in panchina, il Bologna torna in Serie A. Chiaramente l’obiettivo è la salvezza e nulla più. Arrivano nomi importanti, in cerca di riscatto. Giancarlo Marocchi, mosso dalle sue origini imolesi, decide di tornare al Bologna dopo 8 anni di Juve. Davide Fontolan, chiuso dal progetto Hodgson, sceglie di cambiare aria. Kennet Andersson e Igor Kolivanov sono i nuovi stranieri. Resteranno tutti e due nei cuori dei tifosi rossoblu, con tanto di cori dedicati dalla curva Andrea Costa. La stagione inzia con un clamoroso successo contro la Lazio, 1-0, decide Fontolan. I rossoblu sono la neopromossa da temere. Il Milan passa al Dall’Ara di misura, 1-2. Il Bologna vende cara la pelle e mette a referto risultati importanti come la vittoria a San Siro per 2-0 contro l’Inter targata Marocchi e Shalimov, a segno da ex; poi il 6-1 contro il Verona, teoricamente una sfida salvezza ad inizio stagione. I rossoblu di Ulivieri non sfigureranno mai nel corso della stagione, salvo un 5-1 rimediato contro il Perugia di Nevio Scala. Al termine della stagione più che la salvezza raggiunta è un’Europa mancata di pochissimo dato il 7° posto a 49 alle spalle della Sampdoria a 53. In un campionato a 2 punti per vittoria, considerando lo status di neopromossa, si può parlare di piccola impresa sportiva.

Nel triennio 1994-97 il Bologna rinasce dalle ceneri e sfiora l’Europa. In tre anni i suoi numeri sono più che interessanti: 126 partite di cui 62 vittorie, 43 pareggi e 21 sconfitte. Metterà a segno 171 reti, subendone 93. Ulivieri resterà anche un quarto anno sulla panchina rossoblu prima di essere chiamato sulla panchina del Napoli. Nel suo ultimo anno rossoblu avrà a che fare con un certo Roberto Baggio...

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