Paolo Scaroni Milan
Serie A

Scaroni: "La nostra Serie A è diventata una Serie B. Siamo in un circolo vizioso che porta il nostro calcio a scadere continuamente"

Il presidente del Milan ha usato delle parole pesantissime in un'intervista a Il Foglio dove si è soffermato sul massimo campionato italiano e sulle grosse differenze tra il calcio italiano e le altre leghe in Europa

Ludovica Carlucci
18.06.2022 17:18

Paolo Scaroni non le manda a dire. Il presidente del Milan ha usato delle parole pesantissime in un'intervista a Il Foglio dove si è soffermato sul massimo campionato italiano e sulle grosse differenze tra il calcio italiano e le altre leghe in Europa, soprattutto a livello economico. Di seguito le sue parole: "La nostra Serie A è diventata una Serie B se comparata con gli altri grandi campionati europei". 

"Ci hanno superato tutti, o quasi, negli ultimi vent’ anni. Il mondo del calcio, come qualunque altro settore industriale, commerciale o di entertainment, è fatto di prodotti e dalla capacità di venderli. Noi, di conseguenza, dobbiamo presentare un prodotto che piace. Il calcio è sì uno sport, ma è anche uno spettacolo e uno spettacolo richiede uno stadio bello e possibilmente ben illuminato, sempre pieno di tifosi, moderno, né troppo grande né troppo piccolo".

Scaroni ha poi parlato anche di stadi e di diritti tv: "Non solo abbiamo stadi più vuoti, ma siccome li abbiamo anche più vecchi, non riusciamo a incassare denaro attraverso le attività ancillari che gravitano attorno all’impianto. Si pensi solo che i ricavi da stadio sommati di Milan e Inter nel 2017/18 e 2018/19 (totale: 157 milioni) sono inferiori a quelli di Chelsea, Tottenham, Arsenal, Liverpool e Manchester United considerati singolarmente".

"Sproporzione che vediamo sia sul fronte dei diritti tv nazionali, ma ancora di più su quello dei diritti internazionali. Da questi noi incassiamo 200 milioni a stagione, la Premier due miliardi all’anno. Dieci volte tanto. Siccome il denaro è il motore dello spettacolo – i giocatori costano – il confronto è facile: entriamo in un circolo vizioso che porta il nostro calcio a scadere continuamente. Il risultato netto è che il prodotto che offriamo è scarso, senza i Messi e Mbappé, semplicemente perché non possiamo permetterceli. E se continuiamo così, ci allontaneremo sempre di più dall’eccellenza del calcio".

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