Arsène Wenger
Calcio

Wenger: "Se Mbappé fosse nato in Camerun non sarebbe questo". Scoppia la polemica, la CONMEBOL lo accusa con un comunicato

La CONMEBOL attacca Wenger: “Parole denigranti per il calcio non europeo”. Accuse di razzismo per il dirigente della FIFA

Filippo Rocchini
15.06.2022 16:00

Incidente diplomatico per Arsène Wenger, che con alcune sue dichiarazioni su Kylian Mbappé ha scatenato la collera della CONMEBOL e non solo. L'ex allenatore dell'Arsenal, ora dirigente della FIFA e responsabile dello sviluppo mondiale del calcio, aveva rilasciato alcune dichiarazioni discutibili qualche giorno fa a Friburgo, che hanno scatenato polemiche in Sud America. Nelle scorse ore, infatti, si sono levate reazioni, furiose e sdegnate, praticamente in ogni angolo del Pianeta.

"Kylian Mbappé ha origini africane, ma si è allenato in Europa. Se fosse nato in Camerun, non sarebbe diventato questo giocatore. C'è l'Europa e il resto del mondo, e il resto del mondo ha bisogno di aiuto, altrimenti perderemo troppo talento", aveva detto Wenger. Chi ha deciso di adottare una presa di posizione nettissima, è stata la CONMEBOL, ossia la confederazione che governa il calcio latino-americano, con un comunicato:

"La CONMEBOL respinge e condanna le espressioni molto sfortunate di Wenger, alto funzionario Fifa e molto vicino alla Presidenza di Gianni Infantino. Queste frasi, oltre a rivelare un’insolita ignoranza del prezioso contributo dei giocatori africani al calcio mondiale, in particolare europeo, mostrano un pregiudizio denigratorio che rende invisibili gli sforzi dei calciatori e delle istituzioni sportive che non “sono in Europa. I pregiudizi più riprovevoli si travestono da riflessioni “fondate” e “intelligenti”. Il talento, lo spirito di sacrificio e la voglia di eccellere dei calciatori africani e sudamericani vanno apprezzati e rispettati".

LEGGI ANCHE: Piccinini contro Donnarumma: "Incapace di comprendere gli errori: un limite non da poco per uno del suo livello"

Caressa boccia De Ligt: “Prima prendeva il pallone con le mani, ora interviene in ritardo. Non è forte in area”
La Serie A attacca la FIGC con un nuovo comunicato: "Squadre regolarmente iscritte, non vogliono un dialogo. Stupiti dal ricorso al TAR, alimentano un clima di litigiosità"