Paolo Ziliani ha rilasciato un messaggio molto lungo via X sul clamoroso split della Bobo TV, lanciando qualche frecciata velenosa a Christian Vieri, lodando in particolare Daniele Adani. Vera forza trainante del programma. 
 

Le dura riflessione dell’ex calciatore sulla Bobo TV attuale e del passato

Ziliani ha analizzato la Bobo TV del passato e quella che sarà, priva dei tre compagni di viaggio di Vieri in questi anni: Daniele Adani, Antonio Cassano e Nicola Ventola. Ecco le sue parole: 
 

“La Bobo Tv che scarica Adani, Cassano e Ventola e diventa voce istituzionale della Lega Serie A
Clamorosa e inquietante svolta di Bobo Vieri che nato incendiario ha deciso di morire pompiere: accetta l'invito di De Siervo e porta il suo canale a lavorare per il Palazzo buttando a mare gli indesiderati (al sistema) compagni di sempre

Lele Adani ormai l’avrà capito: se nell’orticello del calcio italiano decidi di dire quello che pensi, di agire da cane sciolto (dal vocabolario Treccani: senza museruola; in senso figurato, nel linguaggio giornalistico, chi fa politica attiva senza appartenere dichiaratamente ad alcun gruppo o partito o compagine; essere, sentirsi sciolto da impegni, da obblighi, da qualsiasi debito o soggezione), se decidi di essere libero, di non unirti al gregge e di sottrarti al mainstream, il sistema provvederà presto o tardi a emarginarti, a isolarti, a espellerti. Lele Adani era già stato fatto fuori una volta, perchè diventato scomodo, da Sky, di cui era diventato opinionista di punta; ne diede notizia lui stesso al termine della telecronaca Inghilterra-Danimarca, Europeo Rai, nel luglio 2021, proprio nei giorni in cui Massimiliano Allegri - con cui aveva avuto un acceso confronto, degenerato in diverbio, nel burrascoso finale di stagione juventina 2018-19 - era tornato a vestire i panni di allenatore della Juventus. Anche se nessuno lo ha mai detto apertamente, Adani venne messo alla porta perchè questi erano i desiderata della Real Casa; e Sky, che della Juventus fu addirittura sponsor di maglia (sic), non fece altro che mettersi sull’attenti e dire: obbedisco. Adani non era gradito ad Allegri (quindi alla Juventus, quindi a Gedi, quindi a Exor) e Adani veniva messo alla porta. Con una telefonata. Senza tante cerimonie.

Lele Adani può piacere o non piacere. Ma di certo sa di calcio (avendo giocato anche ad alti livelli), di certo ama il calcio, di certo sa parlare di calcio. Così, cacciato dalla porta era rientrato dalla finestra tornando a dire quel che pensava, liberamente come sempre, alla Bobo Tv: la tv di Bobo Vieri, un canale di nicchia del grande, sconfinato mondo del web. Ma nicchia per modo di dire; perchè grazie all’originalità del format (quattro ex noti calciatori che si ritrovano a dire pane al pane e vino al vino senza nessun pedante giornalista a tenerli a guinzaglio facendo da conduttore/moderatore) e al clima di grande complicità e - si sarebbe detto - di grande amicizia che la chimica tra Bobo Vieri, Lele Adani, Antonio Cassano e Nicola Ventola sprigionava, la Bobo Tv aveva ben presto fatto breccia nel popolo degli appassionati di calcio. Abituata a sorbirsi da sempre trasmissioni giornalistiche di noia mortale in cui la censura e l’autocensura la fanno da padrone, la gente non credeva ai suoi occhi: alla Bobo Tv c’erano quattro ex famosi calciatori super esperti della materia che non avevano remore a dire quel che pensavano, a elogiare chi meritava e a bastonare, se lo ritenevano, chicchessia, da CR7 a Mourinho a domineddio.

Pian piano, ognuno si era ritagliato naturalmente un proprio ruolo. Bobo Vieri, padrone di casa, di gran lunga - e dichiaratamente - il più svogliato e il meno applicato della compagnia (il più delle volte confessava di non avere visto le partite di cui si sarebbe dovuto parlare), era diventato il Roberto Bortoluzzi dello studio centrale: era lui a smistare la linea e a lasciare che a parlare fosse chi le partite le aveva seguite (e studiate, come nel caso di Adani), cioè sempre gli altri. Lele Adani era al contempo l’Enrico Ameri e il Sandro Ciotti della Bobo Tv: cronaca ed esegesi, prosa e poesia, era il gigante (riconosciuto) del gruppo, il totem indiscusso, per usare un termine giornalistico: l’editorialista (sempre con un pizzico di sentimento). Persino Cassano, refrattario per indole a riconoscere qualsiasi autorità, ne ammetteva la maggiore preparazione, superiorità, leadership. Lui, Antonio Cassano, era l’Ezio Luzzi e il Marcello Giannini della situazione: come Luzzi che dai campi di B interveniva sul più bello e quando meno te l’aspettavi, e come Giannini da Firenze, Cassano era l’imprevedibilità e la temerarietà fatte opinionista: poteva dire qualsiasi cosa, osare l’inosabile (per lui ad esempio Haaland è un bidone), ma dava tutto alla causa e non era poco. Cassano spargeva pepe a piene mani, meno stoltamente di quanto lo si accusasse, e con lui lo spettacolo era assicurato. A completare il quartetto c’era infine Nicola Ventola: una via di mezzo tra Carlo Nesti e Gianni Vasino. Cioè il più inquadrato del gruppo, il meno frizzante, il più regolare: e tuttavia lui pure importante nel gioco dei delicati equilibri del programma. Per capirci: Ventola era il Jorginho della situazione, quello che tiene palla mentre i compagni rifiatano dopo una serie di ripartenze e di assalti all’arma bianca all’area avversaria. Non appariscente. Ma utile.

Questa era la Bobo Tv: che poteva piacere o non piacere e della quale sul Fatto Quotidiano scrissi a più riprese (“Non puoi essere un appassionato di calcio e non puoi dirti amante del pallone se non hai mai visto la Bobo Tv”, scrivevo il 6 giugno 2022 nell’articolo intitolato: “Competente, democratica e senza padroni: il meglio del calcio su schermo è Bobo Tv”). Ho detto era. Perchè come forse saprete il quartetto si è sciolto e i magnifici quattro hanno divorziato. A stagione in corso. Sorprendendo tutti. Ad annunciarlo è stato la settimana scorsa Bobo Vieri, presentatosi solo all’appuntamento video: “Da stasera ci sono solo io alla Bobo TV - ha detto -: ringrazio Lele, Antonio e Nicola per la loro presenza e collaborazione avuta fino ad oggi”. Così, laconicamente. Cos’è mai successo?, si erano chiesti tutti. Oggi finalmente lo si è capito.

Bobo Vieri, padrone di casa ma padrone - anche - del canale, con sommo sprezzo del pericolo ha deciso di diventare democristiano e da lunedì sbarcherà con un nuovo format (“Bobo Vieri Talk Show”) e con nuovi compagni di viaggio (per adesso non fissi: si comincia con Adriano, Totti e Mark Iuliano, poi si vedrà) nientemeno che sulle frequenze di “Radio TV Serie A con RDS”, che poi sarebbe la neonata radio-tv ufficiale della Lega Calcio. Avete letto bene: la radio-tv del Palazzo, la radio-tv istituzionale, visibile anche su DAZN e con la quale la Lega e DAZN contano di raggiungere più facilmente quel milione di abbonati che mancano all’appello per far tornare i conti della disperata operazione sui diritti tv appena conclusa (auguri e figli maschi). E qui la domanda, come si dice, sorge spontanea: se Sky scaricò Adani dall’oggi al domani nell’estate del 2021 dopo il ritorno di Max Allegri alla Juventus, quante possibilità aveva il partigiano Lele Adani - e con lui gli scudieri Cassano e Ventola - di restare a bordo della Bobo Tv che decide, con un improvviso colpo di timone, di dirigersi verso le paludose e stagnanti acque del calcio istituzionale ammainando la bandiera dei pirati e issando la bandiera del Palazzo?

“Con grande piacere accogliamo il nostro Ambassador Vieri e la Bobo Tv all'interno di Radio TV Serie A con RDS - ha dichiarato l’Ad di Lega Serie A Luigi De Siervo -. Questa attività di co-marketing va ad arricchire di un altro importante tassello l'offerta di contenuti esclusivi dedicati ai nostri ascoltatori, a dimostrazione che continua il percorso di crescita della Lega Serie A in una Media Company in grado di intrattenere tifosi di tutte le età”. “Sono molto contento di iniziare questa partnership con Radio TV Serie A con RDS - ha dichiarato Christian Vieri, fondatore della Bobo Tv -. Questa unione dà la possibilità alla Bobo Tv con il format Christian Vieri Talk Show di aumentare la propria visibilità attraverso la multicanalità offerta dal DAB, dall'IP e dal digitale terreste”.

Triste? Io direi tristissimo. Nato incendiario, Bobo Vieri ha deciso di morire pompiere. Avendo tutto il diritto di farlo, sia chiaro. Ora però dovrà tornare innanzitutto a lavorare sodo: perchè il mazzo, alla Bobo Tv, se lo facevano quelli che oggi ha buttato a mare, Adani, Cassano e Ventola. In quanto al nuovo format, speriamo conquisti un nuovo pubblico: quello che tra il diavolo e l’acqua santa va matto per l’acqua santa. Se conoscete qualcuno che va in brodo di giuggiole al pensiero di ascoltare le veline di Palazzo, avvisatemi. Lele Adani, nel frattempo, ha capito tutto. È stato ingenuo. La Bobo Tv non era una brigata di quattro partigiani del pallone: uno era un marò”

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