Caso Plusvalenze, Palmeri: "Ecco perché il trattamento diverso della Juve è giusto e conseguente"
Serie A

Palmeri: "Ecco perché il trattamento diverso della Juve è giusto. I processi si fanno con le prove e non con i sospetti"

Il giornalista Tancredi Palmeri, sul suo editoriale per Sportitalia, ha parlato del caso Plusvalenze che ha coinvolto la Juve.

Alessandro Pallotta
21.01.2023 13:20

Tancredi Palmeri, sul sito di notizie Sportitalia, ha espresso la propria opinione sul caso Plusvalenze e ha spiegato le motivazioni del trattamento ‘diverso’ riservato alla Juventus

Ecco alcuni estratti del suo editoriale: 

 

“La stangata alla Juventus come è ovvio che sia ha già generato un’ondata contraria di difesa per la società con più tifosi in Italia. E utilizzo il termine ‘stangata’ che così popolare fu durante le sentenze Calciopoli, perché oggi come allora la narrativa della difesa è simile, ancorché curiosa.Perché normalmente chi si difende e proclama la propria innocenza, dichiara di non aver commesso il fatto o quantomeno nei casi più sfumati come nei reati amministrativi prova a dimostrare il perché quanto commesso non sia un crimine. Invece, stavolta come allora la linea narrativa di difesa verte sul ‘lo hanno fatto anche gli altri’.

Allora proviamo a capire perché la Juventus è stata condannata, e così aspramente, e - nel momento in cui venga accertato un dolo - dunque il trattamento diverso sia giusto e conseguente. Comprenderlo deriva dalla premessa della riapertura del processo. In molti sostenevano, e ancora sostengono, che sia impossibile stabilire il valore ‘corretto’ di un giocatore, e che dunque fosse insensato aprire un nuovo procedimento sulle plusvalenze. Ignorando - e davvero è tutta qui la questione - che il processo stavolta è stato riaperto per un solo motivo e uno soltanto: non per la tesi che i valori di certuni giocatori fossero stati gonfiati; ma solo e soltanto per la sopraggiunta evidenza delle intercettazioni in cui sono presenti dirigenti juventini che esplicitamente ammettono di iscrivere a bilancio un valore non vero, e per pura cosmesi contabile. E’ tutto là il processo. E’ tutta là la penalizzazione.Non c’è davvero nient’altro da aggiungere. E, accertato il crimine, nient’altro da contestare. Direte: “ma lo fanno anche altri”; “ma gli altri non sono condannati perché non sono intercettati”. Può essere, forse sì. Ma i processi si fanno con le prove, non con i sospetti. E la prova che i dirigenti juventini abbiano nelle intercettazioni riconosciuto di scrivere un valore di mercato non reale, quella c’è. Per gli altri dirigenti, non c’è".

 

Fonte:Sportitalia.com

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