Serie A

Sconcerti sulla Supercoppa: "È un finale severo per la Juventus, forse anche immeritato. Ma è il tempo dell'Inter"

Ecco l'analisi della Supercoppa di Sconcerti che, intervenuto a TMW Radio, ha detto la sua anche sulla società Juventus e sul nuovo protocollo scelto dalla Lega

Filippo Rocchini
13.01.2022 09:55

Intervenuto a TMW Radio, Mario Sconcerti ha parlato delle critiche ricevute da Cherubini e Arrivabene nella Juventus: "La gestione non rispecchia le abitudini della Juve, non centrano né Arrivabene né Cherubini ma i problemi economici del club".

Poi ha detto la sua anche sul nuovo protocollo che prevede lo stop se il 35% del gruppo squadra è positivo: "Significa che le società dovrebbero fare un elenco della propria rosa, come per le coppe. Credo servano più particolari per capire. Ci sono solo 3-4 società che hanno più di 25 giocatori, società medio-piccole. In genere si è al di sotto di questa soglia".

Sulle colonne del Corriere della Sera, invece, ha analizzato la finale di Supercoppa Italiana tra Inter e Juventus. Questi alcuni estratti di ciò che ha scritto: "L’Inter meritava di più, ha spinto per tutta la partita ma ha concluso poco. [...]. La Juve ha giocato una partita alla pari per quasi un’ora [...]  poi l’Inter quasi spontaneamente ma con forza ha preso campo lasciando la Juve alla sua vocazione a difendersi. La Juve è rimasta sempre compatta attorno a Rugani e Chiellini [...]. Una Juve [...] molto onesta nell’ammettere la propria inferiorità. Non credo che Allegri avesse molte altre scelte [...]. Prima dei supplementari, ne è venuta fuori una partita a senso unico ma soffocata. La Juve è riuscita a non far sembrare bella l’Inter che è stata però massiccia [...]. Al di là del risultato è sembrata la gara in cui si è dimostrato lo scambio di posizione dominante tra le due squadre. Nel secondo tempo la Juve ha lasciato tutto il campo all’Inter. Non era volontà, era un bisogno. [...] È un finale severo per la Juventus, forse anche immeritato [...]. Ma la Coppa all’Inter fotografa una qualità generale, [...]. È il tempo dell’Inter, non è più la Juve il suo avversario. Forse è questa la morale della notte".

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