Sandro Sabatini (ph. Facebook)
Interviste Esclusive

ESCLUSIVA PG - Sandro Sabatini: "Napoli, lo scudetto nelle mani di quattro calciatori. Juventus? Non è vero che..."

La redazione de Il Pallone Gonfiato ha intervistato in esclusiva Sandro Sabatini, giornalista sportivo di Mediaset

Raffaella Palumbo
12.01.2023 11:35

Il noto giornalista e conduttore televisivo, Sandro Sabatini, ha rilasciato un’intervista esclusiva ai microfoni de Il Pallone Gonfiato. Una chiacchierata sulla Serie A, lotta scudetto e tanti altri temi.

Il calciomercato potrà cambiare le gerarchie nella classifica del campionato italiano? Quali le possibili conferme e rivelazioni? 

“Non cambierà nulla, soprattutto perché le gerarchie del 2023 non sono ancora delineate. Adesso, dopo 50 giorni di sosta, per me è iniziata una nuova stagione. Tutte le squadre sono alla ricerca di novità. Da sottolineare che il Napoli ha tutte le carte in regola per confermarsi, mentre è evidente che la Juventus possa essere la rivelazione del 2023”.

 

La Juventus, tra tutte, è riuscita a superare la crisi di inizio stagione, raggiungendo addirittura il secondo posto. Le critiche legate ad Allegri sono rientrate o momentaneamente accantonate? Intanto, i bianconeri continuano a non esprimere un bel gioco.

"La Juve è ripartita bene, è la squadra che ha dato più continuità all’ultimo periodo prima dello stop. Le critiche ad Allegri prescindono dalla singola prestazione della squadra o delle individualità. A tratti, sembrano avanzate per partito preso. Il gioco della Juve ha un impatto soggettivo su chi segue le gare. Credo che le partite della Juventus, confrontate anche con altre squadre importanti, non mettano in risalto né un brutto gioco, né brutte partite".

 

Nel corso della Bobo TV, Adani e Cassano si lasciano andare ad esternazioni non proprio positive sulla Juventus e su Massimiliano Allegri. Quali sono i dati oggettivi che inducono i due personaggi a queste considerazioni? 

"Preferisco non parlare di Adani e Cassano. Uno dei due da calciatore lo apprezzavo, mi era anche simpatico. Adesso, mi sembra stia sprecando il talento che avrebbe anche da opinionista. L’altro proprio zero".

 

Venerdì sera è in programma il big match Napoli-Juventus. Che spettacolo dobbiamo aspettarci al Maradona?

“Sicuramente una partita bella nella tattica. Spalletti e Allegri daranno nel meglio nella strategia di gioco. Sarà una sfida non banale, difficile da prevedere e da leggere. Per intenditori, questo è il termine giusto”.

 

Lo scivolone del Napoli contro l'Inter può definirsi fisiologico? La preparazione atletica degli azzurri ha fatto sentire il proprio peso sulle gambe dei giocatori di Spalletti? Con la Sampdoria le cose sono andate già meglio

“Si, può definirsi fisiologico. C'è un dettaglio curioso: tutte le squadre imbattute in Europa hanno perso alla ripresa. Parlo di Napoli, PSG e Benfica. Fisiologico quindi per la preparazione e la pausa per i Mondiali. Ma anche perchè nessuna squadra può vincere tutte le partite e non perdere mai. Credo che contro la Sampdoria si sia visto già qualcosa di meglio. Nel 2022 il Napoli ha avuto quattro sorprese: Lobotka, Kim, Kvaratskhelia e Osimhen. Al di là dei complimenti che meritano Spalletti e tutti gli altri calciatori, il destino degli azzurri è in mano alle prestazioni di questi quattro calciatori. Se ripeteranno solo l'80% di quanto fatto nel 2022, il Napoli vincerà lo scudetto”. 

 

Ormai da diversi anni il campionato italiano è spaccato in due, tra la prima e la decima ci sono oltre 20 punti di distacco. La Salernitana potrebbe ambire al salto di qualità, tanto da poterla vedere, nei prossimi anni, stabilmente tra le prime 10? 

"La Salernitana può ambire al salto di qualità. C’è un modello che tutti cercano di seguire, che è quello dell’Atalanta. La Salernitana può diventare l’Atalanta del sud? Si. Però, non ci vuole fretta, e ci vuole un po’ meno pressione. Il modello Atalanta da tanti anni viene inseguito anche da Fiorentina e Bologna, ma senza risultati all’altezza delle aspettative. In ogni caso, la Salernitana, attualmente, è ben strutturata. Ho un opinione un po’ anomala sul divorzio con Walter Sabatini: secondo me, certe difficoltà, alcuni contrasti sarebbe stato meglio appianarli per il bene della società, anziché andare allo scontro. Fortunatamente questo problema sta diventando alquanto periferico per la squadra di quest’anno".

 

Cosa manca alla Salernitana affinché possa esprimere al meglio il proprio potenziale? Nicola è il profilo giusto per i granata? 

Nicola è stato il profilo giusto lo scorso anno e ritengo lo sia anche attualmente. La Salernitana sta già esprimendo il proprio potenziale, andando a ritroso con le varie prestazioni, è giusto pensare che i granata potessero avere uno, due o tre punti in più, ma anche due punti o uno in meno. Credo che la Salernitana stia rispettando il valore della squadra, credo che faccia parte di un progetto ben avviato. È fondamentale non avere fretta. Ciò che la società di Iervolino ha fatto nel 2022 è una base, un trampolino. Conta essere consapevoli che il 2022 è stato un anno in cui ci sono state tante piccole coincidenze che si sono incastrate alla perfezione anche con un po’ di fortuna. Mi riferisco all’ultima giornata: obiettivamente, fu surreale la gara con l’Udinese. L’importante è che la Salernitana abbia poggiato le basi per un futuro duraturo e stabile in serie A. Ma non ci  vuole fretta. Il mio consiglio è allentare un po’ la pressione, perché già l’agitazione della tifoseria è forte, quindi, non occorre che la pressione arrivi anche dalla stessa società”.

 

Un suo ricordo su Gianluca Vialli…

“Il ricordo che ho di Gianluca è molto dolce e di stima. L'ho conosciuto da calciatore quando lavoravo a Tuttosport e mi capitava di andare a Genova a seguire la Sampdoria. L'ho ritrovato a Sky ed ho avuto la conferma di una persona piacevole. Penso sia stato un grande calciatore, un ottimo allenatore ma anche un bravissimo opinionista, manager e dirigente della Nazionale. Un ragazzo molto intelligente e sensibile. Una grande perdita. Misuriamo la mancanza di Luca continuando a chiederci: “chissà cosa ne penserebbe…". Inoltre, Luca aveva una dote in più che lo rendeva estremamente empatico con tutti: era autorevole senza essere autoritario e riusciva ad essere serio sorridendo”. 

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