Zazzaroni-Mihajlovic (ph Web)
Bologna Fc 1909

Zazzaroni attacca: "Mihajlovic esonerato non per motivi tecnici. Saputo voleva già mandarlo via a febbraio"

In un articolo sul Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni ha commentato con parole polemiche l'addio di Mihajlovic al Bologna

Giuseppe Biscotti
07.09.2022 10:57

Dopo l'esonero di Sinisa Mihajlovic da parte del Bologna, è arrivato il duro sfogo di Ivan Zazzaroni, molto dispiaciuto per la notizia. Il giornalista sportivo ha scritto così in un editoriale tra le pagine de Il Corriere dello Sport: 

“Licenziato, esonerato, cacciato, silurato: la sostanza non cambia, al lettore la scelta. Mandato via proprio nei giorni in cui Mihajlovic sta meglio: ha messo su 4 chili, recuperato energia. Joey Saputo, uomo di numeri, impazienze e latticini, sempre convinto di avergli consegnato il Real, avrebbe voluto chiudere con lui già a febbraio, soltanto il ripresentarsi della malattia lo indusse a non spingersi oltre il confine del pudore: il divorzio sarebbe risultato impopolarissimo nel periodo in cui all’allenatore veniva prospettato il secondo trapianto di midollo”. 

Il direttore del quotidiano sportivo ha continuato: 

“Fuori per motivi tecnici, questo ha preteso che fosse scritto Sinisa: nessun accenno alla malattia. Ma i tre punti nelle prime cinque partite non possono essere, e non sono, la vera ragione dell’esonero, non lo spiegano, giustificano. Perché sono i punti di una squadra che ha venduto tre pezzi importanti (Svanberg, Theate e Hickey) incassando 45 milioni e acquistato seconde e terze scelte, dovendo – con il ricavato delle cessioni – coprire il buco creato da alcuni obblighi d’acquisto scaduti”. 
 

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Zazzaroni ha concluso lo sfogo: 

“Il canadese Saputo è il padre del licenziamento e deve assumersene la responsabilità: ridicolo che la società abbia inseguito la condivisione di questa decisione. Sinisa voleva restare per completare alla grande un’indimenticabile, terribile, ma anche dolce avventura. Se ci saranno risparmiate esibizioni di amarezza dirigenziale e altre ipocrisie di facciata, saremo grati a una proprietà troppo distante, non solo fisicamente, dal nostro ideale”.

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