Marko Arnautovic (ph. bolognafc.it)
Director's Cut

Il Bologna alla vigilia di una svolta. A Spezia si decide il futuro. Troppi giocatori e tutti dal valore simile, staff tecnico sotto osservazione. A luglio Joma poteva sostituire Macron

Il pareggio con la Salernitana ha evidenziato i problemi del Bologna. La Spezia potrebbe diventare uno spartiacque, da monitorare la posizione di Mihajlovic

Alberto Bortolotti
02.09.2022 21:22

Si fa oggettivamene fatica a commentare il Bologna. Intanto perché, salvo rarissime eccezioni, le gare sono di una noia mortale, giocate alla sperindio, da interpreti in maggioranza bolsi, apallici, di talento non rimarchevole e pure poco sfruttato. 

Siamo l'unica squadra del campionato ad avere un solo goleador (a parte la Samp, 1 rete in tutto), ad aver segnato un solo gol su azione e, con l'Atalanta, ad aver avuto - visto che tutti ci vogliono male - due rigori a favore in quattro giornate. 

Di volta in volta il colpevole è il tecnico, il portiere, il preparatore atletico, una punta a caso, un centrocampo di qualità rivedibile, difensori distratti, cambi inefficaci, società in difesa del proprio fortino, stampa troppo tenera (o troppo dura), tifoseria impaziente o serenamente umarellica, senza trascurare il ragù, troppo untuoso o troppo secco, o i taglieri dei salumi, onnipresenti e spesso simili alla carta vetrata.

Il titolo di Stadio di oggi sui fischi al Dall'Ara - esibizione di dissenso severamente proibita all'epoca della "caccia al maigoduto" - "Ingenerosi", credevo fosse uno scherzo. Ingenerosi a della gente che ha visto prendere 7 gol dal Napoli, 4 dal Frosinone, 4 dal Venezia in pratica retrocesso, 5 dalla Ternana e perso in 8 - loro - contro 11 - noi - in casa dal Milan? E potrei citare altri 20 episodi simili? Ce state a cojonà? Come se si potesse comandare alla "pancia" del tifo (e della critica), rei -. a parere di chi scrive - solo di essere assomigliati più a Giobbe che non a un supporter fumantino. Chiaro che a misura colma, lo scolmatore entra in funzione. 

Sarebbe quasi da scriverci un libro. E non è detto che qualcuno non ci pensi, a un Bologna che merita di più. Ma si vedrà, magari a giorni. 

Insomma, funziona ben poco (nella prima squadra). E il settore giovanile, collezionista recente di ottimi risultati (bravi !), continua a non produrre e proporre alcunché di autenticamente utile alla prima squadra. Vuoi per carenze oggettive, vuoi per una certa idiosincrasia del mister - a Milano non era così - a un lancio vero di un giovane (ma giovane, non ex), brisa gli spiccioli di secondi di Amey per battere un record.

E approfitto subito per parlare dell'allenatore. I dati incontrovertibili sono due, il primo che non sta facendo bene il suo lavoro e il secondo che in questa negatività è aiutato, tra mille virgolette, dalla malattia. Aggiungiamone un terzo, e cioé che il club ha lavorato complessivamente in modo decoroso (tenuto conto che si doveva creare un avanzo) ma assolutamente tardivo.  

Entro certi limiti ci può star tutto, ma mi pare si stia esagerando nell'altalena tra appiattimento postumo - e riconoscente, certo - sulla linea "perdente" del club, poco interessato alle vicende agonistiche, e continue punzecchiature su assetti, cambi, qualità dei nuovi. Il tutto per produrre una megalopoli di rosa, gigantismo da Champions (come quantità), fatto tutto di "mezzi" giocatori, nessuno decisivo, tutti tra il buonino e il tristino. Se dovesse arrivare un mister nuovo, e le possibilità paiono essere più robuste, col perdurare del...nulla, la prima cosa che dirà sarà "siamo in troppi". Magari si camminerà un po' più forte, sembriamo un accelerato tra Taranto e Martina Franca.

Per cui va bene essere originali - e c'é chi si sforza di esserlo parecchio - ma dire che Sinisa è particolarmente lucido, come ho sentito, è un concetto un po' forte. Se uno si riduce a fare tre cambi al 45', evento totalmente inusitato per il coach serbo, vuol dire che 3/11 dell'assetto iniziale era...improponibile, alla prova dei fatti. Ma, nonostante i cambi, Barrow, Ferguson, Moro, Zirkzee sono rimasti a sedere. Per dire che le possibilità di mugugno sono alte, tutto qui.

In questo sconclusionato baillamme ci mancava solo la figlia che bacchetta sui social i contestatori del serbo. Gente che magari si è rotta di pareggiare in casa con Verona e Salernitana, e che paventa livelli di punti ottenibili molto al di sotto delle rosee aspettative saputiane (come si combinassero queste con l'esigenza di far cassa, è un mistero glorioso. Irrisolto perché irrisolvibile). 
 

Segnalo, in ogni caso, in un quadro complessivamente migliorabile, parecchio, che a luglio - risulta a chi scrive - i piemontesi (base italiana, in realtà spagnoli) di Joma sono stati a un passo dal sostituire Macron come official supplier. Spifferi dei portici ci indicano che da 800.000 si è passati a un milione di euro nel valore dell'abbinamento. E quindi che, anche nelle sponsorizzazioni, il club rossoblu potrebbe viaggiare molto meglio se sul piano sportivo lavorasse con più criterio. L'appetibilità esiste.

Comunque tutte queste quadriglie fanno sì che nessun tifoso brontolone si attenti - la famosa "paura di Mezzolara" - ad affrontare il Presidente e dirgli tredici parole: "Scusi, quando è che si decide ad affrontare il calcio come va fatto?" Diretto, secco, ed educato. Lui non risponderà ma magari ci riflette. Questionare su Facebook serve zero. 

E' vero che è presto ma finora ci è andata pure bene. Non abusiamo della buona sorte, non mi sembra il caso. 

Ah, messaggio ai sempre godenti. Se si vince a Spezia - ed è una cosa possibile, oltre che augurabile - avremo fatto un punto a partita. Prima di partire con i fuochi d'artificio, fate due conti. 

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