Come da tradizione dopo i fragorosi disastri azzurri nelle grandi competizioni come un Mondiale o un Europeo, i giorni successivi sono caratterizzati da indiscrezioni, retroscena, dietro le quinte. Malumori inizialmente solo accennati e poi esplicitati. Non fa eccezione la spedizione tedesca dell'Italia in Germania, terminata due giorni fa in malo modo.

La squadra di Luciano Spalletti, infatti, è stata eliminata dalla Svizzera agli ottavi di finale con un 2-0 che forse non racconta la portata (estremamente negativa) della prestazione azzurra contro gli elvetici. Una gara, quella di Berlino, in cui l'Italia si è letteralmente consegnata agli avversari senza mai mostrare un'idea di gioco. 

Il problema, per i campioni d'Europa in carica, è che si tratta di un canovaccio protrattosi sostanzialmente dalla partita contro la Spagna in poi. E poco conta se nella ripresa contro la Croazia sia arrivata una reazione, dettata più dall'orgoglio che da dettami tecnico-tattici e culminata con la miracolosa rete di Mattia Zaccagni a sette secondi dalla fine.

Veniamo quindi al retroscena svelato oggi da La Repubblica in merito a quanto successo fra i calciatori e lo stesso Spalletti al termine dell'umiliante prestazione di Berlino.

Luciano Spalletti
Spalletti Italia

Dalla preparazione sbagliata ai giocatori fuori ruolo: le accuse dai giocatori al c.t.

Il malumore dei giocatori nasce innanzitutto dalla difficoltà nell'applicare le indicazioni del tecnico di Certaldo, ritenute troppo cervellotiche. L'ex Napoli avrebbe risposto imputando invece ai giocatori dell'Italia un'applicazione e un impegno venuti meno nel corso del torneo.

L'assenza di leader quali Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci, inoltre, avrebbe propiziato il costituirsi di alcuni gruppetti all'interno dello spogliatoio, determinando fazioni interne che storicamente sono sinonimo di naufragio. Come effettivamente è avvenuto.

Alcuni calciatori, inoltre, avrebbero accusato Spalletti e il suo staff in merito alla preparazione svolta per Euro 2024, nella quale sarebbe stata tralasciata l'intensità. Si tratta di uno dei tasti - quello del ritmo e della “gamba” - sui quali d'altronde il c.t. ha battuto con più insistenza già pochi minuti dopo la sconfitta.

Il sistema di gioco mutevole, unito a un ricambio sistematico di calciatori, è un fattore che ha alimentato la confusione all'interno del gruppo, come dimostra l'indizio social di Bastoni. Un esempio è rappresentato dalle scelte per Italia-Croazia: tutti si aspettavano una riconferma dell'assetto (praticamente identico) visto contro Albania e Spagna

Spalletti, tuttavia, avrebbe stravolto tutto in corsa e a sole due ore dal fischio d'inizio: cambio di modulo, ricambio inaspettato fra giocatori convinti di esserci (come Federico Chiesa e Gianluca Scamacca) ed altri che avvertivano di essere chiaramente seconde linee (Mateo Retegui e Matteo Darmian).

All'interno della mezza rivoluzione, il “posto fisso” è stato però garantito a Giovanni Di Lorenzo, autore di una prova letteralmente raccapricciante contro la Spagna nel sanguinoso (per l'Italia) duello con Nico Williams. Il capitano del Napoli ha continuato a deludere anche nelle gare successive.

Ruben Vargas e Giovanni Di Lorenzo
Ruben Vargas esulta dopo il gol all’Italia (ph. Image Sport)

Ma ci sarebbe anche un altro retroscena, ben più “pesante” - perché chiama in causa questioni individuali fra giocatori e non tecniche - che avrebbe contribuito a creare malumore nel gruppo.

Italia, polemica sulla convocazione di Fagioli 

La Repubblica afferma che alcuni esponenti del gruppo non avrebbero apprezzato la convocazione di Nicolò Fagioli della Juventus. Il motivo è rinvenibile nelle note vicende che hanno caratterizzato il centrocampista negli scorsi mesi.  

Il classe 2001 di Piacenza, infatti, nello scorso ottobre è stato squalificato per 7 mesi effettivi a causa del coinvolgimento in un giro di scommesse sportive illegalli, nell'ambito di un'inchiesta partita ad agosto. Per questo motivo, Fagioli è rientrato in campo soltanto lo scorso 19 maggio, giocando le ultime due partite di campionato.

Nicolò Fagioli
Fagioli Juventus

Abbastanza per meritarsi la convocazione di Spalletti. La sua chiamata, però - sempre secondo La Repubblica - avrebbe infastidito alcuni giocatori che ritengono Fagioli “un delatore” per aver tirato in ballo Sandro Tonali nella questione scommesse. A detta del quotidiano nazionale, tuttavia, è avvenuto semmai il contrario.

A prescindere dalla fondatezza o meno delle voci, sembra palese uno scollamento verificatosi tra giocatori e Spalletti che è deflagrato durante questi Europei. Il tecnico toscano ha comunque annunciato che rimarrà alla guida della Nazionale, forte anche di un contratto fino al 2026

La speranza di tutti gli italiani è che tali questioni possano essere risolvibili, perché c'è un Mondiale da centrare e qualificarsi non è (più) una formalità. Tutt'altro. E noi lo sappiamo meglio degli altri.

 

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