Zlatan Ibrahimovic ha rivelato un aneddoto relativo alla sua carriera da calciatore da poco conclusa, durante la sua ultima apparizione al Festival dello Sport di Trento. Lo svedese ha parlato del suo ex allenatore nella Juventus, Fabio Capello
 

“Lui mi ha detto che mi metteva a posto tirandomi fuori tutto l'Ajax. Voleva che fossi più concreto e diretto in campo, il miglior modo per un attaccante per aiutare la squadra era fare gol. Ogni giorno facevamo lavoro davanti alla porta. Mi nascondevo dietro Thuram e Cannavaro, invece mi vedeva sempre. Abbiamo lavorato per sei mesi così. Anche lui mi paragonava a van Basten. Ha detto che tecnicamente ero meglio di lui, ma i suoi movimenti in area erano migliori. Da lì è iniziato tutto. Trezeguet era intelligente, mi diceva che io potevo prendere il pallone per il campo, fare quello che volevo, e lui mi avrebbe aspettato davanti. All'inizio in Italia tanta adrenalina, volevo dimostrare chi ero. Notavo che mi mancava il gol, mentre Trezeguet faceva sempre gol. Poi ho capito quale deve essere la mentalità dell'attaccante in Italia: bisogna fare gol. In Italia qua devi giocare bene e fare gol. Ho detto quindi a Trezeguet "Ti aspetto anche io avanti adesso"

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