Gascoigne
Calcio

Le “mattate” di Gascoigne: vestito da orso agli allenamenti con tre giorni di ritardo

Paul Gascoigne, fu tutto genio e sregolatezza del mondo del calcio. Ecco una delle sue mattate in carriera.

Andrea Milano
09.10.2022 10:05

Jorg Albertz, all'epoca compagno di squadra Paul Gascoigne nei Rangers racconta un aneddoto su di lui: 

“Era il 1996 ed ero un ragazzo giovane appena arrivato in Scozia. Durante il ritiro estivo, tutto il gruppo aspettava Gascoigne di rientro dalle vacanze, dopo aver disputato gli Europei in Inghilterra. Tutta la squadra lo attendeva con ansia perché era un tipo divertente che portava allegria a tutto il gruppo. Doveva arrivare il 1 Agosto, ma quel giorno non si fece vedere. Passarono altri due giorni ma nulla. Il nostro mister Walter Smith era in agitazione, perché temeva che si fosse cacciato in qualche guaio, ma per non destare sospetti alla stampa, dichiarò che a Paul gli erano stati concessi altri 5 giorni di vacanza. Arrivò il 4 Agosto, con un pullman di turisti Francesi in vacanza. Non ho mai capito come ci sia finito su quel pullman insieme a dei turisti francesi con una media etá di 70 anni. Fece fermare l’autobus davanti all’hotel, scese, ed era vestito da orso. Si avvicinò al campo e cominciò a ballare in modo buffo. Aveva visibile solo la faccia. Cominciò a saltellare e a camminare a quattro zampe come l’animale. Si arrampicò sulla rete di recinzione, e fece tutto quello che abitualmente si vede fare ad un orso. Andò avanti per circa 10 minuti. Tutto il gruppo compreso il mister era sdraiato a terra. Ridevamo tutti come matti. Entrò al campo, e si mise a correre e a tirare in porta con quel costume“.

A quel punto il mister dei Rangers si avvicinò a Gascoigne e gli disse:

“Paul sei in ritardo di tre giorni, cosa hai da dirmi?”

Lui con tutta la naturalezza del mondo gli rispose:

“Walter, lo so benissimo, ma ho dovuto aspettare che la sarta mi facesse questo vestito. Doveva consegnarmelo il 31 Luglio ma era impegnata, me lo ha consegnato solo ieri. Quella t...a mi ha fatto perdere tempo. Non è colpa mia”.

Jorg Albertz conclude il suo racconto:

“Tutto il gruppo cominciò a ridere di nuovo, compreso il mister. Fece la prima seduta con quel costume addosso, non volle levarselo per nessuna ragione al mondo. Vedevi un orso correre per il campo e non potevi far altro che ridere. Paul era questo, un genio. Cosa puoi dire ad uno così?”.

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