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Serie A

Cassano, attacco durissimo: “Me ne sbatto di lui. Parlava alle spalle, lo detestavo”

L'ex Bari e Roma ha criticato duramente la leggenda della Fiorentina e del calcio argentino

Francesco Rossi
26.08.2022 18:08

Pare che non sia mai corso buon sangue tra Antonio Cassano e Gabriel Omar Batistuta ai tempi della Roma. L'ex giallorosso ha criticato l'argentino attraverso la sua biografia "Dico Tutto". Parole durissime che sicuramente faranno discutere. Si attende una replica della leggenda del calcio argentino e italiano. Dalle parole di Cassano, si evince un grande astio da parte del barese nei riguardi di uno dei più grandi attaccanti della storia del calcio. Forse il talento di Bari vecchia era invidioso del Re Leone? Ecco un estratto della sue parole:

"In quella Roma c'erano alcuni giocatori che detestavo. Uno era Batistuta, proprio non mi piaceva perché aveva la puzza sotto il naso. Era argentino sì, ma dei Parioli. Non me ne fregava niente di lui. Aveva una marea di difetti. Tirchio, invidioso, criticone. Con lui non mi sono preso dal giorno zero. Ti diceva le cose alle spalle, e davanti ti sorrideva. Io dei tipi come lui me ne sbatto. Io ho sempre salutato tutti alla stessa maniera, a Bari Vecchia come a Trigoria, dal presidente ai camerieri. I tipi snob non li reggo. Così gli faccio capire da subito che non mi interessa avere un rapporto con lui, e lui ricambia la freddezza". 

LITE - "Un giorno a Trigoria sono in fila al bar, arriva e mi passa davanti. Tutti e due dovevamo prendere il latte macchiato. Io allora mi metto un dito nel naso e glielo giro nel latte, come se il dito fosse un cucchiaino. "Che fai?" mi dice. "O lo bevi tu o lo bevo io", rispondo. Lui fa il fenomeno: "Adesso te lo bevi tu". E io: "Certo!". Sono nettamente più furbo di lui. E l'ho bevuto, tutto d'un fiato. Mica l'avevo messo nel naso, avevo fatto solo finta. E comunque era tutta roba mia. Buonissimo. Ricetta speciale, ingrediente segreto. Lui non l'ha presa bene. Del resto l'ironia non è una qualità che abbiamo in molti. Ma io mi vendicavo in allenamento. Quando prendevo palla gli dicevo: "Corri, vecchio, vieni a prenderla, vienimi dietro". Non ce la faceva più".

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