Pogacar domina il Tour, Savoldelli: “Squadre preferiscono un sesto posto al Tour che provare a vincere il Giro”

Paolo Savoldelli analizza le prestazioni di Tadej Pogacar al Tour de France e il divario tra Giro e Tour

Paolo Savoldelli, ex vincitore del Giro d’Italia, ha commentato le stratosferiche prestazioni di Tadej Pogacar al Tour de France 2026, sottolineando come il corridore sloveno abbia dimostrato una superiorità senza precedenti. Secondo Savoldelli, le squadre preferiscono un sesto posto al Tour che provare a vincere il Giro, un atteggiamento che ha portato a un divario crescente tra le due grandi corse. Pogacar, che ha vinto cinque tappe, ha lasciato il campo a Del Toro e ha dimostrato una forza e una resistenza senza eguali, tanto che Savoldelli non l’ha mai visto così magro.

Un livello di gara senza precedenti

Il livello del Tour de France è aumentato in modo esponenziale negli ultimi anni, con corridori che corrono a velocità mai registrate prima. Savoldelli ha sottolineato che il valore medio delle prestazioni è salito incredibilmente, con gare che si svolgono a un ritmo estremo. “C’è sempre stato un livello alto al Tour, ma ultimamente è diventato ancora più alto”, ha detto. Le fughe sono sempre più numerose, con gruppi di quaranta uomini che tentano di prendere il controllo della corsa, ma il livello di competizione è talmente elevato che il gruppo non riesce a tenere il passo.

Il Tour è diventato una corsa di livello stratosferico, con un numero record di corridori in fuga e un ritmo di gara senza precedenti.

Il divario tra Giro e Tour

Il divario tra Giro d’Italia e Tour de France si sta ampliando, con squadre che preferiscono portare i propri corridori al Tour per garantire un risultato, anche se non vincente. Savoldelli ha spiegato che il momento è difficile per chi corre in bicicletta, con gare sempre più intense e campioni che spingono sempre più forte. “Il problema è che c’è un riscontro mediatico talmente grande che ci sono squadre che preferiscono portare un corridore al Tour per fare sesto piuttosto che al Giro per provare a vincerlo”, ha detto. Vingegaard, il leader del Giro, ha dichiarato di sentirsi il più forte di sempre, ma Savoldelli ha sottolineato che la sua squadra ha sempre provato a metterlo in difficoltà, convinti che su salite lunghe Vingegaard sarebbe stato superiore.

Le squadre scelgono di puntare al Tour, anche se non vincente, per il suo impatto mediatico e la sua visibilità globale.

Secondo Savoldelli, Pogacar ha dimostrato una superiorità pazzesca, tanto che ha lasciato vincere Del Toro e ha vinto altre tre tappe senza sforzo. “Ha vinto cinque tappe, ne poteva vincere almeno tre di più e ha fatto le cose con una facilità estrema”, ha detto. La sua forza e la sua resistenza sono state un fattore determinante per il successo al Tour, ma anche il miglioramento dei materiali e delle tecnologie ha contribuito a un aumento delle prestazioni. “Le biciclette negli ultimi dieci anni sono migliorate più che nei quarant’anni precedenti”, ha sottolineato Savoldelli, ricordando come Pantani, con le biciclette di oggi, avrebbe potuto andare molto più forte.

Il ciclismo italiano, tradizionalmente dominante nelle grandi corse a tappe, si trova in una situazione di difficoltà, con pochi corridori in grado di competere a livello internazionale. Savoldelli ha osservato che il numero di italiani presenti al Tour è in calo, con solo nove partecipanti, di cui alcuni fanno i gregari. “Se oggi al Tour ci sono nove italiani, di cui alcuni fanno i gregari e altri hanno problemi, quelli che possono vincere sono pochissimi”, ha detto. L’assenza di un italiano protagonista nelle grandi corse a tappe è un segnale di un grande innalzamento del livello, con nazioni come la Spagna, la Francia e l’Italia che non hanno vinto neanche una tappa del Tour per la prima volta nella storia.

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