Il valore di un’auto inizia a calare non appena si esce dal concessionario, ma la velocità con cui si deprezza dipende dal tipo di motore. I dati più recenti mostrano che alcune tecnologie resistono meglio al tempo, mentre altre subiscono una perdita di valore significativa. La scelta del motore diventa un dilemma per molti acquirenti, poiché influisce direttamente sulla futura vendita. La pressione del mercato, l’aumento della domanda per veicoli elettrici e la crescita della concorrenza da parte delle marche cinesi stanno modificando le dinamiche del mercato. Inoltre, l’offerta di veicoli nuovi provenienti da programmi di noleggio, alquileri e riacquisto sta spingendo i prezzi verso il basso, anche per auto con oltre dieci anni di età.
Dopo tre anni di utilizzo, il motore ibrido tradizionale (non elettrico) si conferma come la scelta più sicura per chi intende rivendere l’auto. I dati del GANVAM-DAT indicano che conserva il 65% del valore originale, un tasso superiore rispetto ad altre tecnologie. Questo risultato è dovuto alla popolarità del motore ibrido in Spagna, che riflette una domanda crescente e una stabilità nei prezzi del mercato di seconda mano. Il motore ibrido si posiziona come la tecnologia più resistente al deprezzamento.
I veicoli elettrici, pur essendo la tecnologia più innovativa, si deprezzano più velocemente. Dopo tre anni, conservano solo il 46,2% del loro valore iniziale, il tasso più basso tra tutte le opzioni analizzate. La rapida evoluzione delle batterie e la crescita della concorrenza da parte di nuove marche hanno contribuito a questa perdita di valore. Tuttavia, i dati segnalano un’inversione di tendenza: la deprezzazione dei veicoli elettrici sembra stabilizzarsi, con un miglioramento leggero rispetto al primo trimestre dell’anno. La tendenza al deprezzamento si sta lentamente invertendo.
La scelta tra tecnologie diverse non è semplice, poiché ogni opzione ha vantaggi e svantaggi. I veicoli a gasolina mantengono il 57% del loro valore dopo tre anni, ma subiscono una perdita più intensa rispetto al passato. I motori a diesel, pur essendo in declino, conservano il 54% del valore, riflettendo un calo progressivo del loro ruolo nel mercato. I veicoli ibridi enchufabili, con il 54,8% del valore originale, rappresentano un’alternativa interessante per chi cerca di passare gradualmente all’elettrico senza dipendere esclusivamente da una rete di ricarica. La combinazione di autonomia elettrica e motore termico li rende una scelta popolare tra i consumatori.
Nonostante i progressi, le incertezze persistono. Ogni dieci acquirenti, otto riconoscono di avere dubbi sull’evoluzione delle batterie e sulla rete di ricarica pubblica. Queste preoccupazioni influenzano il mercato di seconda mano, non solo per le caratteristiche tecniche del veicolo, ma anche per le percezioni dei consumatori. La crescita del mercato di seconda mano, alimentata da veicoli nuovi provenienti da programmi di noleggio e riacquisto, sta riducendo i prezzi anche per auto con oltre dieci anni di età. Questo fenomeno, che prima era limitato ai modelli più recenti, si sta estendendo a tutta la gamma di veicoli in circolazione.
La scelta del motore non è solo una questione di preferenze personali, ma anche di strategia economica. I dati sottolineano che il motore ibrido tradizionale offre il miglior ritorno, ma il mercato è in continua evoluzione. La domanda crescente per i veicoli elettrici, unita alla pressione dei prezzi dei carburanti, potrebbe modificare le dinamiche future. Per chi intende vendere l’auto, la tecnologia scelta oggi potrebbe influenzare significativamente il valore di mercato domani.
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