Piani dei candidati per il futuro del calcio italiano
Due candidati al vertice della Figc presentano i loro piani per il calcio italiano, con focus su Euro 2032 e riforme interne.
Le priorità dei candidati per il futuro del calcio italiano
Le elezioni della Figc stanno per iniziare, e i due principali candidati, Carlo Malagò e Massimo Galliani, hanno depositato i loro piani, che si concentrano su temi chiave come il futuro del calcio italiano, la preparazione per Euro 2032 e la riforma del sistema. I piani, presentati in attesa dell’ok della commissione di verifica, sono stati resi pubblici ieri, insieme agli accrediti per le elezioni. Malagò, candidato per la Serie A, e Galliani, che si presenta con AIC e AIAC, hanno delineato visioni diverse ma con punti di contatto.
Malagò punta al 2032, Galliani a un “sprint in due anni” Malagò ha sottolineato la coerenza con il programma presentato a giugno, affermando che il nuovo passaggio elettorale non è dipeso dalla sua volontà. Il candidato ha anche promosso il confronto con le forze parlamentari che intendono riformare il calcio. Al contrario, Galliani ha messo in evidenza le divisioni interne e si è impegnato per un dialogo costruttivo con il governo, dato che è senatore della maggioranza. Per lui, il mandato breve in palio il 14 dicembre richiede un “sprint in due anni”.
Le differenze tra i piani dei candidati
Sebbene entrambi i candidati abbiano espresso buone intenzioni su temi come stadi, vivai, filiera tecnica, base, arbitri, politica, ricavi e misure economiche, emergono differenze di prospettiva. Malagò ha sottolineato l’importanza del 2032, l’Europeo che l’Italia ospiterà con la Turchia, e ha portato avanti interlocuzioni con le forze parlamentari. Galliani, invece, ha messo in evidenza il ruolo delle seconde squadre come possibile soluzione per il problema dei minuti giocati dai giovani in Serie A, che rappresentano solo il 2,3% del totale.
La riforma Zola e le nuove nazionali paralimpiche L’attuale commissario della Figc ha ricordato le riforme già avviate, come la riforma del Club Italia e le nuove nazionali paralimpiche, oltre al rifinanziamento della riforma Zola con 5 milioni di euro. Questi temi sono stati menzionati come priorità anche dai candidati, ma con prospettive diverse. Malagò ha sottolineato l’importanza di ripartire dal suo programma di giugno, mentre Galliani ha messo in luce la necessità di un dialogo costruttivo con il governo.
Ogni lega conterà, soprattutto con il pacchetto del 52% (B, C e LND) da conquistare, senza dimenticare i delegati incerti delle componenti già schierate. I candidati dovranno affrontare le sfide interne e esterne, cercando di unire le diverse correnti e di trovare un accordo su temi sensibili come le sponsorizzazioni delle scommesse e la quota delle risorse generate dal betting. La competizione per il vertice della Figc si sta intensificando, con due piani che, sebbene simili in alcuni aspetti, si differenziano in prospettive e strategie.
