L'accordo tra Serie A e Mediapro dovrebbe portare 20 milioni di euro in più nelle casse del Bologna. Arriva il momento per nuovi investimenti sulla squadra

- di Marco Vigarani -

Accettata dalla Lega Serie A la proposta di Mediapro per il triennio 2018-21, arriva anche il momento di fare i calcoli per capire quali benefici verranno garantiti ad ogni singolo club dal nuovo contratto per i diritti tv. In tal senso va anche ricordata la modifica già approvata alla ripartizione che prevede un innalzamento della quota fissa garantita in uguale misura a tutte le società. Le stime calcolate nelle ultime ore collocano il Bologna al tredicesimo posto in Serie A per la prossima stagione con un probabile incasso di 55,7 milioni di euro con un sensibile balzo in avanti rispetto all'annata in corso che ha visto entrare 35,3 milioni nelle casse di Casteldebole. Per valutare la rivoluzione messa in atto dal nuovo contratto e dalla nuova ripartizione basti pensare che il prossimo anno soltanto la quota fissa sarebbe di 30,5 milioni quindi coprirebbe quasi per intero l'incasso attuale. I conti rossoblù segnerebbero quindi un abbondante +20 milioni soltanto di diritti televisivi ed ovviamente questo balzo in avanti comporterebbe altri ragionamenti sul piano della gestione e degli investimenti. Finora infatti il Bologna ha segnato puntualmente perdite annuali tra i 15 e i 20 milioni di euro ripianate in estate dal presidente Saputo con nuova liquidità che potrebbe non essere più necessaria. Mantenendo le spese invariate la società raggiungerebbe già il pareggio di bilancio e potrebbe, in caso di riduzione delle stesse, ottenere anche l'invidiabile status di club autosostentato.Tale risultato corrisponderebbe anche con l'esaurimento del primo triennio della proprietà Saputo, un lasso di tempo considerato inizialmente come un orizzonte per tracciare una linea di demarcazione, valutare la qualità delle mosse compiute e prepararsi per un passo avanti. Incassare 20 milioni di euro in più riporterebbe quindi di strettissima attualità la necessità di operare nuovi investimenti nel potenziamento della rosa. Quanto valgono 20 milioni in sede di mercato? Proviamo a fare qualche esempio. Sono, al netto della percentuale da riconoscere al Milan, la cifra che il Bologna non ha incassato dal mancato trasferimento di Verdi al Napoli. Si tratta inoltre del 65% del monte ingaggi lordo della rosa attuale. Corrispondono anche alla somma spesa nelle ultime due stagioni sul mercato dal direttore sportivo Bigon per i cartellini dei dodici nuovi calciatori tesserati. Con 20 milioni in pratica si può e si deve fare tanto: è lecito per i tifosi del Bologna aspettarsi qualcosa di più da parte della proprietà. A meno che il presidente Saputo dopo i primi tre anni, anche alla luce dei ritardi nel piano di restyling del Dall'Ara, non decida di bloccare completamente gli investimenti e lasciare il club al semplice autosostentamento rendendo obbligatorie le cessioni per poter procedere agli acquisti. Un grigio scenario molto diverso da quello fatto più volte intuire in questi anni.
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