La Lazio di Igor Tudor non ha nessuna intenzione di fermarsi: nel match contro l'Empoli, vinto per 2-0 grazie alle reti di Patric e Vecino,  è arrivato il sesto risultato utile consecutivo. L'approdo del tecnico croato sulla panchina della Lazio appare essere una panacea per i biancocelesti, risaliti al settimo posto a -1 dalla Roma e a -4 dall'Atalanta (in attesa del recupero con la Fiorentina): la Champions non è più un miraggio. Infatti qualora l'Atalanta, che attualmente occupa l'ultimo posto utile per l'accesso alla massima competizione europea, vincesse l'Europa League battendo il Bayer Leverkusen in finale, anche la sesta classificata della Serie A si qualificherebbe alla prossima edizione della Champions League. I biancocelesti devono continuare con questo ritmo se vogliono sperare nell'accesso alla massima competizione europea. I risultati fin qui non lasciano spazio ad equivoci: la Lazio è una delle squadre più in forma del nostro campionato, infatti da quando Tudor siede sulla panchina dei capitolini, i biancocelesti hanno conquistato 16 punti in 7 partite come l'Inter, nessuno ha fatto meglio (OptaPaolo). Entriamo adesso nel merito e vediamo i cambiamenti apportati dal tecnico, che stanno fruttando un finale di stagione insperato fino a qualche mese fa.

Adam Marusic e Luis Alberto
Marusic Lazio

Dal 4-3-3 al 3-4-2-1: il cambio modulo di Tudor

Il 4-3-3 deliberatamente di marchio “Sarriano” ha regalato diverse soddisfazioni all'ambiente capitolino nel corso degli anni, tuttavia con il cambio di guida tecnica è stato operato questo cambiamento tattico, che ha giovato incredibilmente alla Lazio, permettendo di sfruttare al meglio le caratteristiche di alcuni giocatori: in primis Vecino e Kamada. Più verticalità nel possesso palla e movimenti ad allargarsi di trequartisti e  attaccanti per liberare gli spazi agli inserimenti dei centrocampisti: Vecino in questo aspetto è uno dei migliori come attestano fin qui le 6 reti siglate dall'uruguagio in campionato, 3 nelle ultime 5 partite. Anche Kamada ha beneficiato del cambio modulo, diventando difatti centrale nello scacchiere del tecnico croato.

Kamada: da incognita a fulcro

Kamada più altri dieci: è riassumibile cosi l'idea del tecnico in questo momento. E pensare che fino a qualche mese fa il giapponese classe 1996 era un'incognita, oggi è uno degli indispensabili e probabilmente il calciatore che ha giovato di più del cambio modulo, potendo giocare sia in mediana che nella linea dei trequartisti. La fiducia di Tudor lo ha rigenerato, consentendogli di esprimere tutto il suo potenziale tornando il giocatore che avevamo ammirato all'Eintracht Francoforte, con cui vinse un Europa League: corsa sacrificio e inserimento, al giapponese manca solo il gol.

Daichi Kamada e Ondrej Duda
Daichi Kamada e Ondrej Duda

 Il finale di campionato dei biancocelesti

I ragazzi di Tudor vogliono dare seguito a questi risultati, per concludere al meglio la stagione, ma anche per sperare nella qualificazione alla prossima Champions League. Le ultime due partite li vedranno fronteggiare l'Inter dell'ex Simone Inzaghi, campione d'Italia e quasi imbattibile in campionato quest'anno, e il Sassuolo di Ballardini, invischiato nella lotta salvezza e a rischio retrocessione.

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