Quella della scorsa stagione é stata una annata in chiaroscuro. Profondamente segnata dalla rivoluzione avvenuta nei quadri dirigenziale della società e dalla penalizzazione ricevuta in campionato, la Juventus di Massimiliano Allegri ha deluso riuscendo tuttavia a sfiorare l'approdo in finale di Europa League e riuscendo a far risultare comunque il bicchiere mezzo pieno nella valutazione finale per come si era messa.

Juventus, tra dimissioni e penalizzazione

A novembre 2022 l'ambiente bianconero viene scosso da un vero e proprio cataclisma societario, avvenuto in seguito all'indagine della Corte d'Appello della FIGC sui suoi bilanci chiamata Prisma. Il presidente Andrea Agnelli tra i principali indagati, si dimette dopo 12 anni e con lui tutto il cda. Il 20 gennaio 2023 arriva la seconda mazzata con la penalizzazione di 15 punti in classifica e successivamente ridotta a 10, inflitta dalla Federcalcio.

Inevitabile che ci siano ripercussioni in campo e la squadra sbanda facendo fatica sia in campionato che in Champions League, dove esce ai gironi finendo terza a pari merito col Maccabi Haifa e dietro a Benfica e PSG. La migliore differenza reti rispetto agli israeliani gli permette di retrocedere in Europa League, dove riscatta parzialmente la sua stagione venendo fermata solo ai supplementari dal Siviglia in semifinale. 

La disperata rincorsa porta la Vecchia Signora a chiudere il girone di ritorno in settima posizione, ottenendo almeno lo slot per la partecipazione alla Conference League di questa stagione. Ma viene vanificata da una squalifica della UEFA che impedisce la partecipazione alle coppe europee. La formazione sabauda raccoglie 62 punti con 56 gol fatti e 33 subiti, frutto di 22 vittorie, 6 pareggi e 10 sconfitte.

Massimiliano Allegri
Allegri soddisfatto in panchina

Juventus, la rinascita di Allegri e del cortomusismo

I risultati in questa annata stanno dando ragione agli adetti ai lavori che dichiaravano come la mancata partecipazione alle coppe europee, potesse rappresentare un vantaggio e non un limite. La Juventus e Allegri col solo campionato da giocare sembrano essere rinati, così come sembra essersi rinvigorita la filosofia del cortomusismo praticata dal tecnico livornese, ovvero l'arte di vincere di corto muso cioé di misura e senza offrire chissà quale spettacolo ma con molta concretezza in campo. Lo dimostrano i risultati fin qui ottenuti, con 40 punti dopo 17 giornate grazie alla vittoria sul Frosinone e il primo posto occupato dall'Inter distante solo quattro lunghezze. 

La pista che porta alla lotta per lo scudetto sembra quindi riaperta grazie ai 24 gol segnati, con solo 10 subiti. A guidare questa riscossa oltre al contributo dei difensori, c'é quello degli attaccanti con Chiesa fermo a 5 reti per infortunio e Vlahovic salito a quota 6 dopo quella decisiva contro i ciociari, a dispetto delle dodici segnate nel 2022/2023: dieci per il serbo e due per il nazionale italiano.

Meno incisivo l'apporto degli altri due centravanti: Moise Kean e Arkadiusz Milik. Il primo é ancora secco in 12 gare disputate finora e ne ha realizzati 6 in 28 partite nella scorsa stagione mentre il polacco é andato a segno 7 volte in 27 apparizioni, solo 2 marcature per lui invece nelle 16 presenze attuali.

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