Questa mattina, venerdì 19 gennaio, presso la sala stampa del Centro Sportivo Fulvio Bernardini, si è tenuta la prima conferenza stampa di mister Daniele De Rossi. Il nuovo tecnico della Roma, subentrato tre giorni fa all'esonerato José Mourinho, ha parlato alla vigilia del debutto di domani contro l'Hellas Verona. Ecco le sue parole.

Daniele De Rossi: “La Roma è la squadra che conosco di più al mondo”

"Quando cambi allenatore i giocatori vanno sempre a due mila in allenamento. I primi allenamenti ti danno una risposta fino a un certo punto, ma sono state risposte incredibili. Sembra che abbiano assorbito subito quei 2-3 concetti nuovi. Sono contento e li ringrazio. Quando cambi allenatore i problemi ci sono sempre. Ci sono passato io un anno fa alla SPAL. Un cambio non è una cosa così rara nel mondo del calcio. Io devo partire da 0, non devo vedere troppo i problemi che c'erano. Sono fortunato che per motivi di tifo avevo visto tutte le partite. È la squadra che conosco di più al mondo, l'ho vista tutte le domeniche. Ho accorciato un po' il periodo di studio. Sarei contento se a fine stagione saremo tra le prime quattro della classifica, è un obiettivo da puntare. Non facile ma possibile".

De Rossi: “Ecco cosa mi ha detto Totti”

"Ci siamo sentiti. Mi ha manadato il messaggio di in bocca al lupo, ci siamo promessi di vederci, adesso lui va in Cina. Ci vedremo al più presto e passeremo un po' di tempo insieme. Mi ha espresso la sua felicità e il suo stupore, che era un po' anche il mio".

De Rossi: “Io come Pirlo, la Roma non si può rifiutare”

"È il momento giusto? Rispondo così: era il momento giusto per rifiutare la Roma? Non si rifiuta la Roma. È quello che è successo a Pirlo alla Juve qualche anno fa. Ci sono uomini che rifiutano e uomini che si buttano dentro. L'unica ragione per cui avrei detto no è se avessi pensato che fosse una squadra scarsa, non avrei voluto fare brutte figure. Ma per me è una squadra forte".

Andrea Pirlo
Andrea Pirlo (ph.Image Sport)

Daniele De Rossi parla della sua idea di calcio

"Dire ‘il mio calcio’ mi fa venire i brividi, anche se lo dicono. È un'espressione sbagliata. Al massimo se lo dice Guardiola. Al massimo De Zerbi o Simeone che hanno spostato qualcosa. Ma il calcio non è mio. Io non penso di essere a quel livello, di avere quel marchio di fabbrica. Gli allenatori bravi li riconosci da come giocano le loro squadre. Se la nostra squadra sarà riconoscibile, io sarei contento di questo. Venire ricordato come uno che fa giocare bene le squadre e fa vincere mi basta e mi avanza".

La durata del contratto di Daniele De Rossi alla Roma

"I presidenti sono stati chiarissimi sulla durata del contratto e sul tenore della mia permanenza. Io ho detto ok, va benissimo. Voglio un bonus per la qualificazione in Champions. Non ho firmato in bianco ma quasi, la cifra che hanno messo loro. Ovviamente non farò tutta la mia carriera così. Europa League? Non ci sono condizioni, non ci sono rinnovi automatici. È un contratto di 6 mesi. Ho solo chiesto di trattarmi da allenatore. Non da leggenda del club. Non devo fare il giro di campo con le mascotte. Loro su questo erano d'accordissimo. Loro sanno che giocherò fino alla morte per rimanere qui. E loro sono soddisfatti di questo. Voglio meritarmi sul campo la riconferma, sarebbe un sogno per me".

De Rossi scioglie i dubbi: difesa a tre o a quattro?

"Io nasco con Spalletti e il colpo di fulmine finale me l'ha dato Luis Enrique. Questi allenatori portano tanti giocatori in fase offensiva e difendono a 4. Questa squadra è stata costruita per giocare a 3, ci prenderemo fino all'ultimo per decidere. Si può anche difendere in un modo e attaccare in un altro, vediamo di decidere e non tolgo l'opportunità di cambiare magari in corso di partita o di stagione. Magari qualcuna a 3 e qualcuna a 4, dipende dalla partita. Abbiamo provato entrambe le cose".

De Rossi: “Non sono stato scelto per calmare la piazza”

"Non ho bisogno di stimoli in più. Non mi destabilizza il clima. Non sono stupido. Una scelta calmante? Modo brutto di definirlo. Quando sostituisci un allenatore amato devi prendere in considerazione altri fattori. Con altri allenatori al mio posto la reazione dei tifosi sarebbe stata più devastante nei confronti della squadra. I tifosi sono una parte importante, hanno portato anche dei punti. Sono capaci di saper amare due persone insieme. Hanno amato Mourinho ma non sarà difficile amare anche me. Non mi hanno scelto per i risultati della SPAL, non sono stupido. Ma scelta calmante è brutto. Una scelta ponderata per diversi fattori, anche di leadership. Io ne ho approfittato. Penso che possa essere una grandissima occasione per me per diventare l'allenatore che voglio diventare".

De Rossi: “Non mi aspettavo di diventare l'allenatore della Roma in questo modo”

"Non la sognavo così. Che mandano via l'allenatore più titolato del mondo per prendere me. Non mi hanno forzato, non mi hanno puntato la pistola alla tempia per accettare. Mi aspettavo un processo più graduale. È pieno il mondo di allenatori ad interim che sono rimasti. L'ultimo caso Palladino al Monza, che è uno dei più bravi in Italia. Non è una cosa così rara, ma la immaginavo diversa. Io mi sento l'allenatore della Roma, più in campo che negli spogliatoi. Io non devo fingere qui, che non voglio bene a Pellegrini a Cristante. Una persona mi ha consigliato di non venire con la mia macchina. Ma io non devo fingere. Quando ero in campo mi sono sentito allenatore".

José Mourinho
José Mourinho (ph.Image Sport)

Le parole di De Rossi su José Mourinho 

"Gli ho mandato un messaggio, non di circostanza. Lui era stato uno dei primi a mandarmi un messaggio quando andai alla SPAL. Si era stufato? Devi chiederlo a lui, non mi interessa neanche troppo. Devo pensare a cosa posso migliorare. Qualche problema lo riscontravo anche guardando le partite. Non pensavo che giocasse male. Alcune le giocava male, altre molto bene. Con l'Atalanta e col Napoli la Roma ha giocato una grande partita. Ha avuto delle alternanze. Qualche domanda ce la stiamo facendo, ma non la vengo a dire qui in conferenza".

De Rossi: “Niccolò Pisilli mi ha stupito”

"Chi mi ha stupito? Ero consapevole che questa fosse una squadra forte. Dal vivo rimani impressionato. Quando vedi la palla toccata da Lukaku, Dybala, Pellegrini... Non conoscevo bene Pisilli, è un giocatore tanto forte. È un bambino ancora. Mi ha impressionato. Avevo la colpa di non conoscerlo bene".

L'analisi di De Rossi alla vigilia di Roma-Hellas Verona

"Non dobbiamo sottovalutare il Verona, io stimo tanto Baroni come allenatore e come uomo. È una squadra solida, di fisicità".

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