Beppe Bergomi ospite alla serata di beneficienza organizzata nella città di Genova e a favore della Fondazione Vialli e Mauro, ad un anno dalla morte dell'ex giocatore della Juventus, ha rivelato un retroscena su Gianluca Vialli.

Bergomi: “Vialli per poco non è diventato allenatore della Nazionale”

Beppe Bergomi

E' con queste parole che inizia il racconto di Beppe Bergomi su Gianluca Vialli e sulla Nazionale Italiana:

"Un aneddoto che mi lega a Vialli è che lui per poco non è diventato allenatore della Nazionale. Mi aveva chiamato per andare a prenderlo in segreto all’aeroporto di Malpensa perché mi doveva parlare, “sarai il mio secondo” mi disse al ristorante, poi dopo non se n’è fatto niente. Ce l’hanno portato via troppo presto in queste occasioni mi piace sottolineare più le doti umane di Gianluca, che si sono modificate nel tempo, da ragazzo abbiamo giocato un Mondiale nel 1986, un Europeo nel 1988, il Mondiale del 1990 insieme, ma dopo è cresciuto nella vita lavorativa oltre il calcio, la sensibilità di Luca era incredibile, nel periodo della malattia è cresciuto ancora tantissimo e ci ha lasciato tanto, dalla semplicità alla goliardia, ci ha lasciato un vuoto incredibile"

Le parole di Bergomi su Vialli 

Bergomi conclude il suo discorso su Gianluca Vialli, sottolineando di come era poco prima di entrare in campo:

 "In campo con la nazionale era uno spasso, era divertente, ma è sempre stato un perfezionista, voleva sempre fare allenamento prima di entrare in campo, dopo l’allenamento ci mettevamo a fare gli addominali, trascinava anche me nonostante fossi più grande di lui, aveva voglia sempre di migliorarsi".

Con queste parole Bergomi ha fatto emergere un aneddoto importante su Gianluca Vialli e che ci lascia senza parole, data la sua morte prematura. Un sogno infranto, però resta indelebile quell'abbraccio famoso con Roberto Mancini alla conquista  dell'Europeo nel 2021 con la Nazionale Italiana.

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