Mari García Salas: il pádel come strumento per affrontare il cancro al seno

Mari García Salas racconta come il pádel le ha aiutato a superare il cancro al seno, con un libro e iniziative solidali.

Mari García Salas, giocatrice amatoriale di pádel, ha trovato un modo per affrontare il cancro al seno attraverso il suo sport preferito. Diagnosticata durante la pandemia nel 2020, la donna ha utilizzato il pádel come spazio di distacco durante il trattamento. Oggi, sei anni dopo, può parlare di un’evoluzione favorevole, grazie a una combinazione di terapia, medicazione e una forte volontà di vivere. Il suo libro, “I need pádel y a veces quimio”, racconta la sua esperienza e cerca di aiutare altre persone a trovare strumenti per affrontare la malattia.

Il pádel come terapia psicofisica

Per Mari, il pádel non è solo un passatempo, ma un’arma per la salute mentale e fisica. Durante il trattamento, il gioco le ha permesso di dimenticare la malattia, almeno per un momento. “Nella pista mi dimenticavo che ero malata”, racconta. Anche se la fatica era spesso insostenibile e lei aveva dovuto chiedere a qualcuno di sostituirla, il momento di giocare era un’esperienza di riconciliazione con se stessa. Il libro che ha scritto, “I need pádel y a veces quimio”, racconta questa esperienza, con un tono leggero ma significativo.

Un libro per condividere esperienze e strumenti

Il libro di Mari nasce da un blog che aveva iniziato nel 2018, “I need pádel”, dove raccontava le sue avventure e aneddoti sul campo. Dopo il diagnosi, ha ripreso a scrivere, trasformando il suo percorso in un racconto che unisce umorismo, riflessione e informazioni utili. Il libro non vuole offrire una soluzione universale, ma dare strumenti concreti a chi si trova in una situazione simile. “Quando abbiamo un problema serio, è importante conoscere strumenti”, spiega. Il libro è rivolto a donne e uomini, perché il cancro al seno può colpire chiunque.

Il libro include anche informazioni su revisioni, farmaci, effetti collaterali e una nuova relazione con il proprio corpo. Mari ha anche partecipato a iniziative solidali che uniscono il pádel alla lotta contro il cancro, cercando di sensibilizzare e finanziare la ricerca. Per lei, parlare apertamente del cancro è un atto di coraggio e di speranza. “Non parlo di soffrire, ma di passare per un momento difficile”, dice. Il futuro, per Mari, include il pádel, la famiglia, i progetti e la condivisione della sua storia.

La sua esperienza ricorda che ogni persona affronta la malattia in modo diverso e non esistono ricette universali. Per Mari, il pádel è stato un’arma, un’arma che le ha permesso di ritrovare un senso di normalità e di vivere con la speranza. Il suo libro e le sue iniziative continuano a essere un ponte tra la malattia e la vita, tra il dolore e la forza. Il suo messaggio è chiaro: il cancro non deve essere un’esperienza isolata, ma un momento che può essere condiviso e trasformato in una fonte di ispirazione.

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