Oggi pomeriggio al “Centro Sportivo” di Formello, il tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match di Champions League contro l'Atletico Madrid dell'ex Diego Simeone, valevole per la prima giornata del gruppo E. Di seguito riportiamo le sue dichiarazioni.

Maurizio Sarri, le sue parole

MOMENTO SQUADRA: “Mi aspetto che la squadra migliori ancora e tolga i difetti visti in questo inizio di stagione. I difetti più evidenti ora sono l'approccio alla partita, in cui facciamo fatica. E nei momenti decisivi manchiamo in alcune zone del campo, come in difesa e a centrocampo. Negli altri 70 metri stiamo facendo passi in avanti”. 

SIMEONE: "In una conferenza stampa a Napoli dissi che il mio modo di vedere il calcio era differente, ma avevo grandissima stima di Simeone. Col suo modo di giocare ha fatto bene in Spagna e in Europa, confermo la mia stima".

FUTURO PROSSIMO: "Bisogna guardare partita per partita, non dobbiamo pensare ai singoli eventi. Abbiamo dei problemi da risolvere, ma nelle ultime due abbiamo fatto anche qualche passo in avanti. Ora bisogna farne uno decisivo, chiaro che contro squadre forti ci sono opportunità e rischi".

MOMENTO NEGATIVO: “La nostra squadra è rimasta corta anche nelle ultime partite. Non ha concesso decine di giocate o contropiedi agli avversari. Quello che mi dispiace è che stiamo subendo gol in situazione facilmente evitabili e i 54 palloni giocati in area nell'ultima gara senza produrre qualcosa di concreto. Domani dobbiamo giocare contro l'Atletico e dobbiamo fare risultato, se sia il momento migliore per affrontarli non lo so”.

IMMOBILE: "Immobile ha il destino dei grandi bomber. Un giocatore di cui non puoi fare a meno quando segna, criticato quando non segna: questo è il destino dei giocatori abituati a fare 30 gol a stagione. In questo momento mi sembra che la squadra sta dando poca profondità, questo ci costerà a livello realizzativo. La squadra lo deve aiutare di più e lui deve andare più in profondità".

APPROCCIO PARTITE: “Dovessi dire che il nostro approccio è stato sbagliato direi qualcosa di troppo. La fase di difficoltà è durata 12 minuti, non 60, però anche in quel momento mancava furore agonistico. La squadra era abbastanza ordinata, ma ci mancava un po' di cattiveria. L'approccio nel secondo tempo è stato un problema anche l'anno scorso, nel primo meno. Difficile trovare una spiegazione logica, anche perché la squadra si allena anche nella maniera giusta. Ne stiamo parlando per cercare di risolverla, ma qualche problema nel trovare la soluzione definitiva ne stiamo trovando”.

CHAMPIONS PER DIMENTICARE TORINO: “A Torino la società ci ha detto di non parlare a fine partita e noi ci siamo attenuti alle indicazioni. La Champions è un'altra storia, la manifestazione per club più importante al mondo, quindi a livello altissimo. Deve essere un piacere esserci. Quando si gioca ogni 70 ore c'è poco da vedere perché gli allenamenti sono pochi. Inutile soffermarsi sulla partita precedente, bisogna rimediare agli errori".

REAZIONE D'ORGOGLIO: “Non mi aspetto reazioni, i ragazzi hanno lavorato due anni per arrivare qui e adesso devono giocare questa partita. Se si pensa ai sacrifici fatti la motivazione deve essere altissima”.

OBIETTIVI: “Noi ci poniamo obiettivi partita dopo partita, fare risultato domani potrebbe essere importante. Puoi fare tutti i discorsi, poi il Celtic diventa la squadra più forte del girone. Dobbiamo pensare a questa partita e tirare il massimo”.

CHAMPIONS NEL CORSO DEGLI ANNI: "Grandi stravolgimenti non ne ho visti. Le partite sono sempre difficili, le squadre sono di livello qualitativo e fisico molto alto, quindi aspettarsi partite facili è impossibile. Poi chiaramente nel corso degli anni si è appianato il divario tra le prime 7-8 d'Europa e le altre, ma era difficile già allora"

Dopo il tecnico biancoceleste, è intervenuto anche il centrocampista spagnolo Luis Alberto.

Luis Alberto, le sue dichiarazioni

SIMEONE: "Lui ha dimostrato in tutti questi anni quello che ha fatto, è una leggenda per il club, domani viene qua e noi dovremo affrontare questa partita con intensità".

ATLETICO MADRID: “Dal gennaio dello scorso anno è cambiata: una squadra che attacca molto, come dimostrato nel recente 7-0 un po' differente rispetto agli altri anni, con più proprietà del pallone. Ha giocatori di livello mondiale che possono cambiare la partita da un momento all'altro”.

GIOCARE CONTRO UNA SQUADRA SPAGNOLA: "Sì, l'ho sempre detto che voglio finire nel Cadice. Poi in Champions la motivazione deve esserci, è normale".

TIFOSI: “Penso che sarà ancora più bello giocare la Champions con uno stadio pieno. Farlo senza tifosi è strano”.

PROBLEMI INIZIALI: “Quello che ci sta mancando l'ha detto il mister, più cattiveria in area avversaria e attenzione nella nostra. Abbiamo preso due gol contro la Juve che neanche una squadra di 4^ categoria prende. Dobbiamo migliorare l'approccio sicuramente”.

GUENDOUZI: "Guendouzi è un giocatore che arriva dall'Arsenal e dall'OM dice tutto, sta lavorando in maniera fantastica e a me piace molto. Piano piano anche loro troveranno più spazio, faranno benissimo in stagione".

IMMOBILE: “Quello che provo a fare sempre. Fare passaggi. È la vita di un attaccante: ti elogiano se segni, ti criticano se sbagli”.

NAZIONALE IBERICA: "Io non ci penso. Credo che rappresentare il proprio Paese è la cosa più importante, ma non ci penso altrimenti perdi motivazioni. C'è un mister che fa delle scelte, può essere che ci siano delle cose nel mio gioco che non vanno bene. Ci sono altri ragazzi bravi nel mio ruolo, io devo fare bene alla Lazio".

SQUADRA PIU' FORTE: "E' la rosa più completa che abbiamo avuto in questi 8 anni. Gli altri anni abbiamo fatto bene, ma ci mancava qualcosa in più. Dobbiamo stare tranquilli, continuare a lavorare e se vinciamo un paio di partite poi cambia tutto: la fiducia dei compagni e il modo di affrontare la partita successiva".

LEADER: "Il leader per me è Ciro. Lui è il capitano ed è quello che ha fatto di più in questa Lazio. Io sono uno in più che prova ad aiutare la squadra: magari parlo un po' di più, è il mio modo di vedere il calcio, ma non è per lamentarmi".

CONTRATTO: "A dicembre vado via (ride ndr). Mi piacerebbe chiudere almeno un anno in Spagna, ma dipende come starò fisicamente".

PROMESSA TIFOSI: “Non ho promesso nulla. A fine partita vado sempre a parlare con i tifosi, dobbiamo essere dodici in campo”. 

OBIETTIVI: "Spero di non avere limiti. Io lavoro per la squadra, vivo un momento dove riesco a fare le cose bene ma è merito anche dei compagni che aiutano. Spero che tutto questo si traduca poi in vittoria, io voglio i tre punti ogni partita per arrivare a casa felice".

FELIPE ANDERSON E ZACCAGNI: "Spero di non avere limiti. Io lavoro per la squadra, vivo un momento dove riesco a fare le cose bene ma è merito anche dei compagni che aiutano. Spero che tutto questo si traduca poi in vittoria, io voglio i tre punti ogni partita per arrivare a casa felice".

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