Il ricorso al Tribunale del Riesame dovrebbe arrivare a giorni. L'istanza servirà a chiedere la scarcerazione di Giampiero Gualandi, l'ex comandante di 63 anni dei vigili urbani in carcere dalla scorsa settimana con l'accusa di omicidio volontario aggravato da futili motivi e dalla relazione sentimentale con la vittima, la collega 33enne Sofia Stefani. Il gip ipotizza l'aggravante della premeditazione, mentre le indagini procedono con gli esami balistici, l'autopsia e la raccolta delle testimonianze.

Il gip Truppa: “Simulata una tragica fatalità"

Secondo la ricostruzione del gip Domenico Truppa Gualandi aveva in mente l'omicidio”. Non si sarebbe quindi trattato di un incidente, come ha sostenuto l'ex comandante dei vigili durante l'interrogatorio, bensì di una lite sfociata in una colluttazione a precedere il colpo di pistola che ha ucciso Sofia Stefani. Un colpo che non sarebbe partito per errore, poi una chiamata al 118 per “Simulare una tragica fatalità”, avverte il gip ipotizzando la premeditazione. Restano due dubbi, l'uno connesso all'altro: da chiarire il motivo della presenza dell'arma negli uffici del comando della Polizia Locale di Anzola - il luogo in cui si è consumata la tragedia - dato che Gualandi era chiamato a svolgere solamente incarichi amministrativi, così come da accertare resta la natura del loro appuntamento, se sia stato esso casuale o programmato. 

Il ricorso e i prossimi passi dell'indagine

Carabinieri Sofia Stefani
I primi accertamenti dei Carabinieri sull'omicidio di Sofia Stefani

Secondo l'avvocato di Gualandi Claudio Benenati non ci sono dubbi, il colpo è partito in modo accidentale: “Siamo convinti che la non intenzionalità non potrà non emergere". Ragione - questa - che lo ha spinto ad annunciare il ricorso presso il Tribunale del Riesame per chiedere l'annullamento del provvedimento di carcerazione o in subordine agli arresti domiciliari. Intanto, è spuntata una nuova testimonianza da parte di un anziano che avrebbe incontrato la vittima poco prima del tragico epilogo: la vigilessa avrebbe chiesto il telefono in prestito all'uomo per chiamare Gualandi da un altro numero, dato che i tabulati rivelano 15 telefonate senza risposta dall'utenza di Stefani e dirette all'ex comandante.Non ho più energia per sopportare la pressione, ansia, nervoso, tensione" era uno dei messaggi che il 63enne aveva inviato a Sofia, elementi sui quali si continua ad indagare. Intanto, la Procura ha disposto un accertamento balistico per rilevare le impronte presenti sull'arma. Nella giornata di ieri è poi cominciata l'autopsia sul corpo della 33enne a cura della dottoressa Valentina Bugelli di Parma, incaricata dal procuratore Stefano Dambruoso. 90 giorni di accertamenti per chiarire se questo sia l'ennesimo caso di femminicidio come è convinto l'avvocato Andrea Speranzoni, il legale che assiste i genitori della vittima.

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