Si è spento all'età di 61 anni Yawe Davis, campione  del titolo italiano dei mediomassimi pesi ed europeo. Fu uno dei tantissimi giovani pugili africani trasferiti in Italia in cerca di qualcuno che li aiutasse a coronare il proprio sogno, ed ebbe la fortuna di ricevere aiuto da Vincenzo Belfiore che fu tra i primi a riconoscerne il valore nonostante in quel periodo avesse solo 18 anni e lanciò il suo nome su una rubrica apparsa sulla rivista Boxe Ring dal titolo “I vagabondi del Ring” negli anni '80.

La vita italiana di Yawe Davis

Arrivato giovanissimo in Italia, iniziò la sua carriera nel mondo del pugilato professionista nel 1981 a soli 19 anni sotto la guida di Benito Viligiardi che fu uno dei primi a credere nelle potenzialità del ragazzo che con il passare del tempo e con i duri allenamenti sviluppava un fisico poderoso e migliorava le proprie tecniche. L'inizio ovviamente non fu facile, i primi incontri furono dei veri e propri alti e bassi in cui alternava alti e bassi, vittorie e sconfitte, finchè non vinse a Parigi contro Sylvain Watbled alla sesta ripresa. 

Yawe Davis
Yawe Davis

La carriera da professionista e il ruolo da attore

Dall'84 la sua carriera cambia passando sotto la guida di Rocco Agostino, con il quale disputò 21 incontri con un bilancio di 19-1-1. Nel 1992 ottenne la cittadinanza italiana che gli permise di combattere per il titolo europeo della categoria in due occasioni, pareggiando prima a Campione d’Italia contro l’inglese Crawford Ashley e venendo battuto in nove riprese dall’olandese Eddy Smulders nel maggio del 1993 e riuscì così a conquistare il titolo italiano nel 1995 battendo a Casavatore Giovanni Nardiello. Passò poi alla scuderia di Rosanna Conti Cavini con la quale nel 1999 vinse la cintura internazionale WBC, e nel 2001 il titolo europeo battendo per KO alla terza ripresa a Grosseto l'inglese Neil Simpson. All' età di 40 anni, dopo una difesa contro il francese Amrane, accettò l'offerta della Universum per mettere in palio l’europeo in Germania contro Thomas Ulrich dal quale venne messo KO in due riprese. Fu quello il suo ultimo match della carriera. Viene ricordato anche per le sue esperienze cinematografiche, prima nel 1984 con Nino D'Angelo nel film uno scugnizzo a New York, e poi prese parte in "La leggenda di Al, John e Jack" con Aldo, Giovanni  e Giacomo.

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