Carlo Conti il noto conduttore della Rai e tifoso della Fiorentina ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport in vista del match Fiorentina-Inter, in programma oggi alle ore 20:45 allo stadio Artemio Franchi.

Inaugurazione del Viola Park? Accanto a Commisso in una giornata storica. È un centro sportivo di altissimo livello, un tempo impensabile, che spero possa diventare una sorta di “fabbrica” di calciatori, preparati tecnicamente e con dei valori».

Carlo Conti sul Presidente della Fiorentina 

È una persona d’altri tempi, un presidente vero, che ci mette la faccia e i soldi. Ce ne sono pochi ormai. È un imprenditore importante, entrato in un mondo a lui nuovo: diamogli il tempo per costruire qualcosa di importante, è difficile nascere e volare. Anche se già in questi anni qualche soddisfazione ce la siamo tolta».

Da questa stagione che cosa si aspetta? «Mi sembra un anno particolarissimo, tra il quarto posto e il nono ci sono davvero pochi punti. È presto per giudicare, può succedere di tutto».

Chi può fare la differenza da qui alla fine? 

«Quelli che finora sono mancati per infortunio, come Dodò o Nico Gonzalez, uno che per me rientra nella grande tradizione di numeri 10 viola, dal mio idolo d’infanzia De Sisti fino ad Antognoni e Baggio. Tornando al presente, confido soprattutto in Beltran, che possa adattarsi sempre di più al nostro gioco e al calcio italiano e di Italiano! Firenze poi è una piazza esigente, che ama il bel calcio e ricorda con orgoglio che questo sport è nato qua. Ma io non sono un tifoso criticone».

Carlo Conti su Fiorentina-Inter 

Vincenzo Italiano

Carlo Conti sulla sfida Fiorentina-Inter:

Pronto per la sfida all’Inter? «Certo, sarò allo stadio con Pieraccioni e i nostri figli. Sarà un test importante a cui noi arriviamo dalla delusione della Supercoppa, loro dall’entusiasmo di averla vinta. Se non altro abbiamo avuto più tempo per prepararci, un aspetto da non sottovalutare. Sulla carta l’Inter è imbattibile, ha 2-3 squadre oltre a quella che manda in campo, però il calcio è bello perché è imprevedibile».

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