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Scandalo Juve, Montali: "Nessun paragone con la devastazione post Calciopoli. Nelle difficoltà Elkann sa come reagire"

L'ex dirigente di Juventus e Roma si è soffermato sullo scandalo plusvalenze che ha coinvolto il club della Vecchia Signora

Ludovica Carlucci
29.12.2022 11:04

Gian Paolo Montali torna a parlare dello scandalo che ha coinvolto la Vecchia Signora. L'ex dirigente di Juventus e Roma e attuale Direttore generale del “Progetto Ryder Cup”, la più importante manifestazione di golf a livello mondiale, è intervenuto in un'intervista al quotidiano.net soffermandosi sul caso sopracitato: "Naturalmente non hanno senso i paragoni tra la devastazione post Calciopoli e le attuali vicende finanziarie, chiamiamole così, della Juventus. Ma una cosa è certa: nelle difficoltà, John Elkann sa come reagire… Se i tifosi della Juve possono fidarsi del nuovo staff dirigenziale? Questa è la domanda delle cento pistole, amico mio. Io posso fare riferimento alla esperienza del 2006. Partendo da un albero di frutta. Stavo raccogliendo delle albicocche in campagna quando suonò il cellulare. Era John Elkann, che mi offriva di lavorare per il rilancio della Juventus, dopo lo scandalo. Sulla base della mia esperienza, John Elkann dimostrò che la Juve era importante per la dinastia, per la famiglia Agnelli. Sono convinto che il sentimento non sia cambiato".

Montali ha poi aggiunto: "La Juve ha assolutamente necessità di una figura come quella del glorioso numero dieci, Alex Del Piero. Ma ad una condizione: uno come Alex ha il diritto di occupare un ruolo operativo. Deve poter incidere, deve poter decidere. Come fa Maldini al Milan. Ma Del Piero non può essere usato come la Roma intendeva utilizzare Totti, cioè come una bandiera da sventolare".

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