Le parole rilasciate da Ivan Zazzaroni ieri sera a Pressing sul dirigente dell’Inter, Beppe Marotta, hanno scatenato un vero polverone mediatico. Il direttore de Il Corriere dello Sport, non ha gradito una domanda fatta al dirigente nerazzurro da un giornalista in Assemblea di Lega quest’oggi.


Lo sfogo durissimo di Zazzaroni relativo alla vicenda Marotta

Ecco le parole del direttore de Il Corriere dello Sport a TvPlay, in merito alla domanda posta da un suo collega in Assemblea di Lega a Marotta, raccolte da Il Pallone Gonfiato
 

Oggi in Assemblea di Lega, un giornalista ha fatto una domanda su cosa io ho detto ieri sera Pressing. Ma non vi sembra una stronzata? Non vi sembra una cosa sospetta? Non vi sembra una cosa un pochino, come posso dire, messa lì per far fare a Marotta questa figura e fargli dire ‘no, io sono dirigente ecc.’. Lui ha risposto anche abbastanza correttamente. Io una roba del genere dopo 44 anni che faccio questo mestiere da professionista, non l’avevo mai vista. Uno che si permette di dire ‘ma sai ieri sera Zazzaroni ha insinuato’. Ma che ha insinuato? Ma che cazzo dici? Ma insinuando cosa? La tua testa ho insinuato. Questo Guarro, Garro come cazzo si chiama. Come si è permette di dire che io ho insinuato? Avrò insinuato la tua testa. Io non ho insinuato niente. Io ho detto semplicemente delle cose moto chiare, facendo anche dei complimenti. Sono cose che chi fa questo mestiere, le sa. Non è che si è svegliato uno che arriva da Bologna, poi dice certe cose. Sono cose vere. Mi scuso per la volgarità. Queste cose mi fanno girare le palle” 

Zazzaroni
Il giornalista sportivo Ivan Zazzaroni 

I chiarimenti di Zazzaroni su Marotta rilasciati a TvPlay e una rivelazione sul VAR

Zazzaroni ha poi chiarito il suo concetto espresso ieri sera a Pressing sul dirigente nerazzurro: “Marotta burattinaio? Questo è un pensiero che ha voluto mettermi in bocca Biasin e che io non ho mai espresso. Io ho contestato questa cosa e ho detto che c’è semplicemente uno che fa questo lavoro, e ci sono altri che non lavorano in questo senso. Nel mondo del calcio il ruolo del dirigente è un ruolo fondamentale. Non a caso ti faccio un esempio: Mourinho stesso sta rimproverando la società di essere lui quello che ci mette la faccia. Lui è un uomo di rapporti, uno che parla con i giornalisti e a volte influenza i giornalisti. Dato di fatto e chi vive in questo mondo da tanti anni, lo sa. Ciò non vuol dire che possa condizionare arbitri o altro”

Poi il direttore de Il Corriere dello Sport ha rilasciato una rivelazione sul VAR: “Io sono assolutamente favorevole al VAR e l’ho anche detto, l’ho sempre ripetuto in qualsiasi momento. Ho semplicemente detto che in questo momento, c’è un problema di soggettività e interpretazione del VAR che non va bene. Visto che parlo italiano e sono molto chiaro, non ho retro pensieri e mi sono beccato di tutto proprio per questo, perché la gente vuole interpretare le mie parole ma non c’è nulla da interpretare. C’è in questo momento un problema arbitrale netto, grosso di divisione all’interno dell’AIA che corrisponde a quel tipo di situazioni che vengono a verificarsi. Dissi che il VAR fu introdotto da Tavecchio per due ragioni: la prima è che lui voleva un consenso federale per essere l’innovatore, il quale portava la sperimentazioni del VAR in Europa, ma anche per regolamentare un clima che dava la Juventus favorita dagli arbitri. 
 

“Questo fatto me lo confermò lo stesso Tavecchio e se parlate con Tucci e con quelli che c’erano in quel periodo, lo confermeranno. Vero o non vero, è ciò che lui mi disse. Purtroppo è morto e dunque non posso neanche dire ‘me lo confermi’. C’era un clima pesante nei confronti della Juve e si pensò che con l’introduzione della tecnologia, si potesse rendere più democratico il calcio e quindi il discorso arbitrale. Non c’era nulla di polemico. Mi scoccia che tante persone pensino che io volevo sotto intendere un complotto a favore dell’Inter. Mai detto (…). Dico solamente che c’è un dirigente che opera da dirigente, mentre ci sono altri che sono degli inventati e degli improvvisati. Probabilmente questa cosa ha un peso, perché oltre tutto essendo in Consiglio Federale e in Lega, Marotta è uno che determina il clima. Marotta non sta zitto, ma è uno che ha rapporti politici costruiti negli anni. E’ uno che è estremamente potente. In questo momento è quello che sta facendo miracoli con Ausilio, perché soldi non ce ne sono, Zhang è in Cina e non si sa quando torna (…). Lui è il dirigente più presente”

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