Il passaggio di Hakan Calhanoglu dal Milan all'Inter nell'estate del 2021 è stato ricco di polemiche: da un lato la rabbia dei tifosi rossoneri che hanno visto il proprio numero dieci vestire la maglia dei cugini nerazzurri, senza troppi patemi, dall'altra lo scetticismo degli stessi tifosi nerazzurri che vedevano nel trentenne un giocatore sicuramente di talento, ma altrettanto discontinuo. 

A quattro anni di distanza da questo trasferimento è possibile tirare le somme. Infatti il passaggio da una parte all'altra del Naviglio ha permesso al centrocampista turco di diventare un giocatore di prima fascia, diventando tra i migliori registi al mondo. 

L'incontro con Inzaghi ha fatto sbocciare definitivamente la carriera del numero venti dell'Inter, permettendogli di crescere sotto più punti di vista: in primis da quello difensivo, vista l'ingente quantità di palloni che recupera e il numero di chilometri che percorre per coprire più zone di campo possibili, sulla qualità con cui ridistribuisce gli stessi, vi è ben poco da dire dal momento che non è assolutamente una novità per l'ex rossonero, ciò era  emerso fin dai suoi tempi a Leverkusen

Tuttavia il successo di questa incredibile crescita ha un nome ed un cognome: Simone Inzaghi. Tant'è vero che anche in maglia rossonera era stato provato come regista, con ben altri risultati.

Hakan Calhanoglu
Calhanoglu Inter

Il precedente al Milan e la svolta col Barcellona

La prima apparizione del centrocampista turco davanti la difesa è stata in un Udinese Milan del 2019, terminata con un 1-0 per i friulani e in un fiasco incredibile per l' intuizione dell'allora tecnico del Milan Marco Giampaolo, che lo schierò regista, con ai suoi lati  Lucas Paquetà e Fabio Borini. 

Ad influire sul fallimento dell'esperimento  vi è sicuramente la quantità di calciatori offensivi che agivano dalla metà campo in poi, in aggiunta alle motivazioni che hanno portato Hakan a giocare in quella zona, ovvero l'indisponibilità  di Lucas Biglia. Dopo quella partita opaca , era difficile aspettarsi che l'allora numero dieci avrebbe avuto possibilità di rifarsi in quella posizione e invece all'Inter l'ha avuta, probabilmente cambiando la propria carriera. 

La partita della svolta con ogni probabilità è stata Inter Barcellona 1-0 dello scorso girone di Champions League. Anche in quel caso la necessità ha spinto il turco a giocare in quella zona (vista l'assenza di Brozovic), ma questa volta l'esito è stato del tutto differente, tant'è vero che la rete decisiva è stata siglata proprio dallo stesso Calhanoglu. Il lavoro del tecnico su di lui è stato evidente, infatti da quel match in poi per il classe 1994 è stata una ascesa continua.

I numeri della sua stagione all'Inter

In aiuto a quanto abbiamo appena detto ci sono i numeri di questo campionato: 30 partite 13 gol e 3 assist, numeri da attaccante. Praticamente infallibile dal dischetto, assistman letale, capace di calciare benissimo da lontano, una continua minaccia per gli avversari. 

Basti pensare che al Milan giocando nella trequarti, mai aveva portato questi numeri, fermandosi ad un massimo di 9 gol e 9 assist nella stagione 2019-2020. Nonostante i numeri, anche buoni avuti in maglia rossonera, Hakan risultava molto spesso discontinuo,  termine che da quando veste la maglia dell'Inter è solamente un lontano ricordo.

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