Riavvolgiamo il nastro 

Agosto 2020, i tifosi azionisti incontrano i vertici (senza Saputo): Fenucci e Sabatini, con Caliceti. Ecco un racconto affidato al loro Forum di dibattito: "Gli abbiamo ricordato le dichiarazioni di Saputo che diceva in dieci anni Europa, Champions e lottare per lo scudetto. Prima hanno detto che non gli risultava, poi di fronte agli screen shot contenenti i virgolettati della stampa hanno affermato che aveva esagerato, che per andare in Europa servono investimenti che Saputo non può/vuole fare, perciò il nostro obiettivo è stare nel gruppo di metà classifica". Insomma, l'intervento della proprietà derubricato a una chiacchierata post prandiale dallo scarso valore effettivo (in effetti è stato così per tre anni...). Come si combini questo con la smodata euforia legata al Saputo veggente, che riesce a traguardare i 10 anni con esattezza assoluta, quando nemmeno i suoi più fidati collaboratori ricordavano quella "fuga in avanti", beh, è uno dei misteri delle Due Torri colorate di rossoblù (una delle tante e bellissime iniziative di una città in solluchero per una roba, ripetiamolo perché è così, totalmente inaspettata, non pianificata e non attesa da chicchessia). 

Ma questa non è, in fondo, la cosa più importante. Lo "European Dream" non può restare un one shot, perla rara in un contesto di prevalente e acclarata mediocrità. Occorre che il Bologna si impegni a riprendere stabilmente il suo ruolo nel calcio italiano, giacchè si sta vedendo che sono passate come vere un bel po' di fanfaluche totali, tipo il "sistema non scalabile" o l'appello calimeriano "ribelliamoci, lassù non ci vogliono" per finire con "via gli infedeli dal Tempio, così staremo più larghi". Tre balle, alla prova dei fatti e fortunatamente, sesquipedali. 

Joey Saputo
Joey Saputo (ph. Image Sport)
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