Riccardo Riccò è forse uno dei più grandi rimpianti del ciclismo italiano degli ultimi venti anni. Dopo essere stato radiato per doping, l'ex ciclista, professionista dal 2006 al 2011, ha cambiato vita e ed ha aperto una gelateria insieme alla moglie Melissa  a Vignola, in provincia di Modena. Il Cobra di Formigine si è raccontato in un'intervista esclusiva a OA Sport.

Riccò parla della vita in gelateria

"In gelateria vengono tanti tifosi e sono felice che si ricordino di me dopo tanti anni. All’inizio non ero ben voluto ma oggi, a distanza di tempo, le cose sono migliorate. Sono ripartito, ho capito i miei errori e sono andato avanti con la mia vita. Nel ciclismo inizialmente avevo un po’ di terra bruciata, sono riuscito a recuperare, ma sicuramente non sono considerato “l’angelo”, ma non sono neanche stato il peggiore” Purtroppo si viene ricordati per questo e non tanto per le vittorie. Mi sono reso conto dei miei errori, ma quella era l’epoca del ciclismo, non ero il solo. Mi piacerebbe oggi essere più presente nel mondo del ciclismo, ma è anche vero che è passato tanto tempo e me ne sono fatto una ragione”.

Riccardo Riccò

Riccardo Riccò e la squalifica al Tour de France 2008

L'ex ciclista ha poi ricordato la sua esclusione dalla Grande Boucle nel 2008 dopo la positività al CERA: 

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"Secondo me al Tour del 2008 mi hanno usato come capro espiatorio, poi la seconda volta ho sbagliato io e mi hanno giustamente bastonato. A 40 anni posso dire che sono stato uno sciocco. Oggi faccio un lavoro ‘normale’ e quando le cose non vanno bene spesso guardo indietro. A 23 anni chiaramente ragioni diversamente rispetto a quando ne hai 40 e con il senno di poi avrei fatto le cose diversamente. Carlo Santuccione per me è stato come un secondo papà, era una persona di cui mi fidavo ciecamente. È stato un grande punto di riferimento; è una delle persone più competenti che io abbia conosciuto nel mondo della bici, un grande preparatore”.

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