Questo pomeriggio è andata in onda una nuova puntata de “Il Pallone Gonfiato Twitch Live”, il nuovo format targato Il Pallone Gonfiato che viene trasmesso il lunedì sul suo canale Twitch

Dopo il brillante esordio con Fulvio Collovati, quest'oggi ospite della seconda puntata condotta da Stefano Ravaglia e Raffaella Palumbo è stato Alessandro Iori.

Il noto telecronista e giornalista sportivo di Dazn e della redazione modenese di Trc ha parlato in esclusiva della Supercoppa Italiana che si sta disputando in Arabia Saudita, della corsa Scudetto che sta coinvolgendo Inter, Juventus e Milan e della lotta salvezza, commentando inoltre anche per l'avvicendamento di De Rossi e Inzaghi sulle panchine di Roma e Salernitana (prossime avversarie in campionato) e l'utilizzo del Var. Queste le sue parole.

Iori: “Supercoppa in Arabia? Sono perplesso sulla formula: bisogna stabilire fin dove arrivano i nostri principi”

Sono perplesso sulla formula della Supercoppa Italiana perché ha tolto il ritmo del campionato ci ha privati di ben 4 partite, con un recupero spalmato su tre diverse settimane. Questo cambia la compattezza della prosecuzione del campionato. La formula con quattro squadre? Credo sia stato un tentativo per cercare di valorizzare il marchio Serie A all'estero, ma non penso sia stato un successo. È vero che c'è la necessità per il nostro calcio di andare a reperire risorse, ma non mi convince questo tentativo in Arabia. Il nostro calcio ha una storia e un fascino: bisogna stabilire una linea fin dove arrivano i nostri principi e dove si può derogare. Se io fossi stato il presidente della Lega Serie A non avrei cercato una partnership con l'Arabia Saudita, così come se fossi stato il presidente Fifa non avrei acconsentito ad un mondiale in Qatar”.

“Tradizione calpestata? Penso che l'innocenza dello sport sia stata perduta quando le Olimpiadi del 1996 vennero assegnate ad Atlanta e non ad Atene nonostante fosse il 100esimo anniversario dei giochi della I Olimpiade. Io credo che qualunque tipo di scelta territoriale trovi delle giustificazioni pro e contro. Nel 2026 avremo un mondiale molto largo, in Canada, Messico e Stati Uniti, ma le assegnazioni successive mi lasciano perplesso”.

Iori: “Corsa scudetto? Inter favorita, mi sembra più solida”

“Gli ultimi due scudetti sono stati vinti da due underdog ma sono stati diversi fra loro. Il Milan ha vinto allo sprint all'ultima giornata dopo un testa a testa con un'Inter che ha avuto dei passaggi a vuoto come nel derby di ritorno e nel recupero di Bologna con il disastro di Radu. Sono stati due passaggi a vuoto che poi hanno determinato il vantaggio finale del Milan. L'anno scorso, invece, il Napoli ha sfruttato l'impatto positivo di Kvaratskhelia e la vena realizzativa di Osimhen che gli hanno consentito di fare il vuoto e gestire tranquillamente il vantaggio, sfruttando per giunta l'auto-eliminazione delle concorrenti (l'Inter perse ad Empoli, la Juventus fu condizionata dalle vicende extracampo, il Milan non si rivelò mai costante). Il Napoli ha avuto poca concorrenza. Nel testa a testa di quest'anno, invece, l'Inter mi sembra molto più solida ed è favorita. Due anni fa l'Inter aveva perso Lukaku sostituendolo con Dzeko, Lautaro non era ancora dominante e Calhanoglu - ora in posizione da regista - non era tra i primi 4 centrocampisti d'Europa come lo è ora. Con il cammino europeo dell'anno scorso l'Inter  ha acquisito certezze e consapevolezza dei suoi mezzi. La Juventus sta tenendo un ritmo incredibile contro una squadra che non sbaglia mai”. 

Milan? Da un punto di vista meramente aritmetico non so come possa recuperare 9 punti sull'Inter e 7 sulla Juventus. Questa è una stagione che andrà rivalutata con calma per i rossoneri. Hanno fatto una partenza brillante a Bologna, contro una squadra ancora in costruzione ma contro cui altre big non hanno vinto. Al Dall'Ara diedero una grande dimostrazione, ma dobbiamo ricordarci che il Milan ha cambiato 13 giocatori quest'anno. Non so se possiamo parlare di inizio di un nuovo ciclo ma con le difficoltà che ha avuto fuori dal campo, oltre a quelle di organico, penso che Pioli stia facendo un buon lavoro. Il terzo posto nel girone di Champions non è un risultato da disprezzare, perché essere in lizza per conquistare l'unico trofeo che manca al Milan è un'opportunità. A questo si unisce il terzo posto ormai blindato in campionato e la qualificazione in Champions che ne conseguirà. Forse la prima parte di stagione aveva illuso, ma le perplessità sono arrivate in maniera direttamente proporzionale al numero di infortuni. Il Milan ha avuto tanti problemi ma ora sta andando al di sopra di essi con un rendimento da non disprezzare”.

Alessandro Iori
Alessandro Iori (Dazn) ospite in esclusiva di Stefano Ravaglia e Raffaella Palumbo a “Il Pallone Gonfiato Twitch Live”

Iori: “Proporrei un cambio di format per la Serie A”

“La forbice tra le prime e la classe media si è molto allargata. Quasi mai le big perdono in trasferta. Negli anni 80 andare a vincere ad Ascoli o Avellino era un'impresa, ora dalla decima in giù è quasi automatico. Il paradosso è che ci sono squadre che salgono in Serie A come il Cagliari e che hanno una rosa addirittura indebolita e pure sono in piena lotta per la salvezza. Il problema principale è che con questo format è troppo facile salvarsi. Questo convince le squadre a rischiare qualcosa in più in termini di cessioni e monetizzazione. Il Sassuolo, ad esempio, quest'anno sta facendo un campionato scadente, anche dal punto di vista dell'offerta di gioco. Fino a tre stagioni fa cedeva un pezzo alla volta e reinvestiva, invece dalla stagione delle cessioni di Scamacca, Raspodori e Traore ha reinvestito sempre meno e con meno attenzione, generando una squadra di buon livello ma che si mantenne sulla linea di galleggiamento. Questo è un atteggiamento comune: il Monza si ritrova a 25 punti, a distanza di sicurezza dalla retrocessione e troppo lontana dalle prime 7 posizioni. Dunque ha motivazioni azzerate. Per questo con il collega Ricky Buscaglia pensavamo ad una formula simile al campionato di Serie C: una sola retrocessione diretta e poi playout dalla quintultima alla penultima. Il problema è che questo cambio di format dovrebbero votarlo le squadre e non penso che siano propense. Tuttavia ne gioverebbe l'interesse del campionato, perché ci sono troppe posizioni dall'ottava alla diciassettesima che non contano nulla e non ti danno alcun diritto. Per il tipo di approccio che abbiamo noi italiani allo sport abbiamo bisogno dello stimolo e della competitività e dare valore a più posizioni possibili stimolerebbe le società ad aumentare il livello medio e ciò renderebbe la competizione più interessante e per le squadre di vertice diventerebbe più difficile andare a vincere in trasferta”.

Il commento di Iori sull'esonero di Mourinho e il ritorno di De Rossi

"La valutazione del lavoro di Mou in questa stagione non può essere positiva. La Roma nona con quel tipo di rosa non può essere accettabile. Però nel curriculum dei due anni e mezzo in giallorosso finiscono una finale di Europa League e la vittoria della Conference. Comunque non mi piace la strategia di Mourinho che punta sull'emotività e sulla comunicazione, chiedendo tanto ai calciatori in termini di energie psicologiche. Questo crea grande compattezza all'interno dell'ambiente ma richiede una tensione continua che alla fine diventa logorante.

"Su De Rossi non sono obiettivo perché ho ancora negli occhi come ha vissuto il calcio da giocatore e come trasuda passione per questo sport. E questo lo testimonia la scelta di fine carriera di andare a giocare con il Boca Juniors e toccare con mano il calcio in Argentina: in tanti lo dicono ma lui l'ha fatto. Ha avuto la chance di debuttare l'anno scorso in Serie B ma con una squadra con limiti evidente (infatti anche cambiando guida tecnica è retrocessa). Il giudizio di lui come allenatore della Spal va tarato sul valore della squadra. A Roma contro il Verona si è presentato con grande personalità e lo dimostra la voglia di incidere cambiando modulo. Nessun altro allenatore del mondo sarebbe potuto sedersi serenamente su quella panchina come ha fatto lui. È stata una scelta necessaria, sebbene l'esonero di Mourinho sia stato divisivo".

Daniele De Rossi
Daniele De Rossi (ph.Image Sport)

Iori: “La Salernitana sta pagando la gestione del mercato estivo”

“Credo che la Salernitana sconti con l'ultimo posto in classifica una gestione del mercato estivo che si è incastrata intorno al capitolo Dia. Forse la dirigenza granata sperava di ottenere risorse corpose dalla sua cessione per poi reinvestirle per allestire un organico più competitivo. È un peccato che sia andata così perché la Salernitana dopo la salvezza con Sabatini e Nicola nel 2022 aveva buone possibilità di consolidarsi in questa categoria e cercare di costruire una realtà che naviga tra il decimo e il quindicesimo posto. Aver gestito così male un potenziale crack come Dia ha denunciato i limiti di inesperienza di una proprietà nuova e di un direttore sportivo giovane come De Santis. Il ritorno di Sabatini è un'ammissione di colpa del presidente Iervolino. Spero sia stata una scelta ponderata e non di cabala per provare a ripetere il miracolo di due anni fa”. 

Le parole di Iori sul Bologna: “Thiago Motta dovrebbe rimanere un altro anno”

“Torno indietro al 2 settembre. Ho commentato Bologna-Cagliari, prima vittoria stagionale dei felsinei, e in preparazione alla telecronaca, chiacchierando con Carlo Caliceti (responsabile della comunicazione del Bologna, ndr) conservo gelosamente un messaggio che gli avevo inviato alla chiusura del mercato sostenendo che il Bologna fosse una squadra interessante. L'anno scorso avevo commentato in Conference l'Az Alkmaar e  Beukema mi sembrava già un giocatore di livello, poi c'è stata anche l'esplosione di Zirkzee, quindi ero molto attratto da questa creatura che Thiago Motta ha valorizzato al meglio. Motta ha la stigmate del predestinato. In campo da giocatore dava già l'impressione di avere un idea di calcio avanzata e ora credo che la stia traducendo in qualcosa di interessante. Forse gli manca solo un pizzico di esperienza, dunque un altro anno a Bologna può fargli bene”.

Iori sulla classe arbitrale: “In Italia siamo a un livello alto, ma è sempre più difficile commentare determinati episodi”

“Open Var? Penso sia un contenuto interessante. Io ho cambiato la mia visione sugli arbitraggi dopo aver visto il documentario ”The Referee" ambientato sugli europei 2008. Al di là di chi vuole vedere polemiche e complotto, Open Var è utile per capire il processo decisionale di un arbitro e quanto sia complicato arbitrare con le linee guida che vengono date. A volte mi trovo in difficoltà io stesso a commentare determinati episodi. Sabato il rigore concesso in Brescia-Sudtirol mi ha lasciato senza parole: in tribuna stampa molti la pensavano come me. Tuttavia queste situazioni difficili ed esasperate portano gli arbitri ad avere complicazioni".

“Intanto dal 2017 in avanti abbiamo eliminato tutte quelle situazioni oggettive come gol in fuorigioco e gol fantasma, eliminando una parte corposa di errori. Ora resta quello che resterà sempre: non arriveremo mai a una concordia assoluta sui falli di mano e sull'intensità dei contatti. È giusto che ci sia un margine di interpretazione soggettiva. Del Var e della tecnologia un po' si abusa: bisognava solo intervenire sui macroepisodi. La nostra classe arbitrale è perfettibile ma siamo a un livello alto. Soprattutto vedendo quanto succede in ambito internazionale, ad esempio ieri in Real Madrid-Almeria…”.

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