Ivan Zazzaroni parla a TuttoBolognaWeb del momento del Bologna di Thiago Motta.

Bologna, senti Zazzaroni

Ivan, Bologna quarto ed entusiasmo alle stelle: qual è stata l’ultima volta in cui si è respirata questa aria in città?

“La stagione di Baggio, 97-98, anche se fu un anno parzialmente contrastato dal rapporto con Ulivieri. Fu un momento meraviglioso con Roberto, una bella squadra, poi in seguito con la CoppaUefa, Marsiglia”.

Domenica si va a Frosinone e dopo quel famoso 0-4 non avremmo mai pensato a questo salto di qualità.

“Questi discorsi si possono fare con tutte le squadre, i percorsi accidentati accadono. Bisogna vivere il momento, questo, perché l’Europa c’è visto che i punti di vantaggio sono undici. Poi se ci va di lusso si va in Champions. A me ricorda un po’ la Champions dell’Udinese come tipologia di impresa sportiva”.

Dopo anni anonimi Saputo ha capito come fare?

“Lo abbiamo fatto capire anche noi. Prima abbiamo spinto per Sabatini, anche se non era la sua versione migliore, ma resta un grande professionista, poi abbiamo sponsorizzato l'arrivo di Sartori e Saputo adesso si sta finalmente divertendo. Il presidente ha sempre avuto una percezione del Bologna superiore ai punti che faceva e oggi questa situazione può farlo innamorare perché il valore è cresciuto”.

Lo vedi sempre più coinvolto dato che ha deciso di stazionare a Bologna?

“Credo che dopo tanti anni Saputo stia apprezzando la città, la sua dimensione. Non ha preso il Bologna perché era innamorato pazzo, ma si è fatto coinvolgere strada facendo. Averlo qua conta perché la squadra lo vede e lo sente, non è più il presidente di cui si annunciava l’arrivo ogni tanto. Un presidente deve stare vicino alla squadra. La presenza del capo è importante”.

Da dove parte il salto di qualità?

“Il salto di qualità parte per forza da Sartori, quello che sceglie i giocatori e prende Motta. Lui è il numero uno in assoluto nella scelta di giocatori di medio-alto livello. Non si è mai potuto misurare con acquisti da 50 o 60 milioni, ma è un dirigente capace di scegliere giocatori funzionali. Raramente trova gente da 10, ma i suoi 7 diventano spesso 8 o 9, in termini di valutazione".

Quindi più importante Sartori di Motta?

E’ sempre più importante la società dell’allenatore. Motta sta facendo un grande lavoro, ma ha a disposizione del materiale di valore perché le stesse cose non le potrebbe fare con una squadra inferiore. Se si esaminano i giocatori del Bologna non ce n’è uno da buttare. Poi certo, sono allenati bene e i risultati aumentano la credibilità dell’allenatore sul gruppo”.

Con Sartori, dunque, si può dare continuità?

“Certo, lui ha avuto sempre avventure lunghe, ha fatto tanti anni al Chievo e all’Atalanta, l’ha creata assieme a Gasperini, e a adesso speriamo di essere all’inizio del percorso col Bologna”.

Ma Motta potrebbe andarsene…

Credo che abbia l’ambizione di allenare una big, che sia Juventus o un’altra, cioè dove si può vincere qualcosa di importante. Non ci sarebbe da stracciarsi le vesti qualora andasse via, dispiacerà, ma la cosa importante è fare scelte oculate. Se uno vuole andare è giusto che vada. Se resta, tanto meglio”.

Non pensi che una qualificazione in Champions possa convincerlo a restare?

“L’unico fattore è la mancata proposta di una big, se arriva un'offerta di livello se ne va”.

Motta lo cerca Giuntoli per la Juve, dove però c’è Allegri sotto contratto. Non è un intoppo?

Sul futuro di Thiago Motta al Bologna e le voci che lo legano alla Juventus, ecco cosa risponde Zazzaroni:

Thiago Motta
Thiago Motta

No. La storia di Max alla Juventus è in via di esaurimento e c’è la volontà della società di cambiare. Se l'allenatore riuscirà a portare la Juve in Champions avrà fatto un grande lavoro, perché la squadra è povera di qualità, è poco Juve”.

Intanto però il Bologna è vicino e può arrivare terzo.

Mi accontenterei del quarto perché bisogna stare attenti a non arrivare quinti. Terzo o quarto non cambia nulla, la cosa importante è fare la Champions. Ci sarà un format nuovo e giocheresti otto partite di cui quattro in casa con lo stadio pieno e un buon incasso. Sarebbe una bella occasione per la città. La Roma è la più pericolosa con De Rossi”.

Quale delle tante ‘sartorate’ ti ha colpito di più?

“Ne dico due, a parte Zirkzee che sapevo essere bravo perché me ne aveva parlato Branchini. Dico Fergusone Lucumi. Lewis è fantastico, un giocatore completo, forte, fa più ruoli ed è un piacere vederlo. È costato pochissimo rispetto al suo valore attuale, Lucumi è tra i più forti centrali del campionato. Calafiori lo considero la sorpresa più bella. Piede super, forza e coraggio”.


Però a livello a nazionale il Bologna è sempre visto come la ‘piccola’ o la squadra di periferia.

“E’ normale che sia così, rappresentiamo la periferia del grande calcio da molti anni. Dobbiamo accettarlo perché il calcio va sempre di più nella direzione delle grandi città, quindi Milano, Torino, Roma e Napoli. Il Bologna è un simpatico intruso, un meraviglioso intruso”.

Cosa si dice nei grandi salotti televisivi del Bologna? Sembra ci sia poca considerazione e si lascia intendere che la squadra possa essere depredata sul mercato.


Non mi porrei il problema di cosa dicono, ci sono io che sono il migliore, no? Degli altri non ci mporta. Se verremo depredati sul mercato lo vedremo, dipenderà dalla società. Saputo potrebbe anche fare una cessione, ma la cosa importante è mantenere competitiva la squadra. In Champions non si possono fare brutte figure e sono otto partite da fare bene”.

Il Bologna ha sfruttato bene l’annata difficile di qualche big. Cosa è successo a Napoli?

Il Napoli si è demolito da solo. Io sono molto legato a quella città. Adesso deve ricominciare dopo un anno in cui tutto è stato sbagliato. Il principale responsabile è il presidente, ma è anche vero che Giuntoli e Spalletti se ne sono voluti andare”.

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