Mario Sconcerti
Serie A

Sconcerti: "Kessiè al Barcellona? Scelta di vita comprensibile. Quando uno vuole andarsene, va mandato via, chiunque sia"

Intervenuto ai microfoni di TMW Radio, il giornalista ha detto la sua sui temi di giornata: Messi e Ronaldo fuori dalla Champions League, Kessiè al Barcellona, la dirigenza del Milan e tanto altro

Filippo Rocchini
16.03.2022 16:54

A TMW Radio, durante Maracanà, il direttore Mario Sconcerti ha parlato dei temi di maggiore attualità. Ecco le sue dichiarazioni:

Dopo Messi, anche Ronaldo saluta la Champions. Si è chiusa un'era?
"Ronaldo ha retto un po' di più, ma sono usciti entrambi. Ronaldo è ancora capace di fare qualche exploit, Messi mi sembra veramente in una fase di involuzione. Sentirà anche la mancanza di Barcellona, ma per uno che come lui basava tutto sullo scatto gli anni si fanno sentire. Ronaldo ha sempre fatto l'uno contro uno con l'avversario, può reggere ancora ad alti livelli me neanche lui con la continuità di prima".

Qualcuno può prendere il loro posto?
"Onestamente no. Haaland e Mbappè? Il secondo è certamente eccezionale, bisognerà vedere se accelererà le marcature".

Se fosse il presidente di una grande squadra, chi sceglierebbe tra Allegri, Inzaghi e Pioli?
"Prenderei sempre Allegri. Mi piace molto Pioli, però Allegri mi dà la sicurezza del risultato. Non mi ricordo un campionato sbagliato da Allegri".

Kessiè, accordo col Barcellona:
"Le commissioni sono alte perché il giocatore arriva a zero. Andrà a prendere poco più del Milan, ma è una questione di appeal. E' una scelta anche di vita. Non è dipeso dall'agente, non possiamo credere ancora che decidano veramente loro dove va un calciatore. Ha fatto 3-4 anni di Milan ed è comprensibile che tenti una nuova avventura. Il Milan è una delle più grandi società al mondo, ma se si innamora di un'altra squadra non si può fare nulla".

Infine, si è espresso sulle scelte dirigenziali dei rossoneri: "Dire che ci siano squadre meglio del Milan, oggi, è difficile. Noi diamo molta più importanza al giocatore che se ne va rispetto a quello che arriva. Quando uno vuole andarsene, va mandato via, chiunque sia. La parte psicologica è l’80% del rendimento di un calciatore. Donnarumma veniva ripagato ampiamente dai soldi spesi per Maignan, è un messaggio a tutta la rosa. Il Milan non si è reinventato, ha scelto una linea al di là del rendimento di Donnarumma o Calhanoglu. Ho visto pure la maturità della piazza".

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