Andrea Bosco su TuttoJuve.com commenta alcuni fatti accaduti in casa Inter e non solo.

Dagospia fa il lavoro di Viola e Chinè?

Sommessa domanda: ma la procura federale gestita dal dottor Chiné dispone di minori risorse per investigare rispetto a Dagospia? E la procura di Milano, che dovrebbe averle (considerato che in mille occasioni ha dispiegato investigatori, trojan, intercettazioni, Guardia di Finanza) non è stata, per dirla con il dottor Chiné, “fortunata”, o rispetto a quella di Torino si è rivelata semplicemente una pippa? Vietato pensare male. Vietato pensare che il dottor Viola che gestisce la Procura di Milano, si sia appisolato perché essendo interista (con foto dei giocatori nel suo ufficio) e andando a pranzo “en plein air” con Ausilio e Marotta, abbia riservato al diabolico “dottor Beppe” un trattamento di riguardo.

Ma certamente se Dagospia fa il lavoro che avrebbero dovuto fare la Procura di Milano e quella Federale (disattente a pensar bene, altro a pensarla come il senatore Andreotti), qualche cosa non quadra. Chi c'era (tempo imperfetto, visto che non c'è più) dietro al fondo asiatico LionRock che era azionista del 31% dell'Inter? E soprattutto perché dopo aver perso TUTTO il proprio investimento, i misteriosi sottoscrittori non hanno fatto un plisset? Se ci rimetti 150 milioni o sei talmente danaroso che i soldi ti cadono dal naso (e non ci fai caso), oppure quei soldi potrebbero avere incerte provenienze.

Nessuno perde (tanto) denaro senza dire beo. Ma soprattutto, come ha fatto Lion Rock ad uscire di scena nel 2021 (2021, non l'altro ieri) senza che l'Inter facesse comunicazioni? Perché Zhang e Marotta hanno evitato di dirlo? Chi ha acquistato quelle quote? Perché Gran Tower, l'altro socio nell'Inter con il 61% delle quote riconducibili all'ormai ex presidente Zhang, non ha consegnato le proprie ai nuovi proprietari? 

La risposta l'avrebbe fornita, in parte, un (portavoce?) di LionRock all'agenzia tedesca Reuters (ripresa da Dagospia) spiegando come nel 2021, prima che Oaktree, (il fondo statunitense che si è preso l'Inter, non avendo Zhang potuto onorare il prestito di circa 400 milioni che gli americani gli avevano elargito), finanziassero il patron cinese, il fondo in questione (Lion Rock) non detenesse più azioni della società milanese.

Mistero: come ha fatto LionRock a uscire di scena senza comunicazioni ufficiali accertate e senza che nessuno abbia verificato su “chi” abbia acquistato quelle quote? Era al corrente la Figc di questa clamorosa variazione? E se ne era al corrente, perché non l'ha fatto sapere? 

Ma se non ne era al corrente, cosa cacchio stava a fare il suo organo di controllo (Covisoc) che avrebbe dovuto verificare i conti dell'Inter, al pari di quelli di tutte le altre società del campionato? Forse la risposta potrebbero darla quei quattro (su cinque) componenti della Covisoc (nominati da Gabriele Gravina) che poco dopo le rivelazioni di Dagospia si sono dimessi dall'incarico.

Forse anche perché Abodi, ministro dello sport, ha varato quella Authority (indipendente?) di controllo pretesa dal governo che di fatto ha azzerato l'attuale Covisoc. O forse perché quei “componenti” avevano visto cose “che noi umani eccetera eccetera”. 

La FIGC, ecco tutti i dubbi

Gabriele Gravina
Gabriele Gravina, foto: zimbio.com

Per ora alla Figc non risultano illeciti. Ma i dubbi sulla vicenda sono tanti. Arrischia qualche cosa la società Inter, nel caso una inchiesta le contestasse la mancata comunicazione rispetto al cambiamento dei soci? La Fondazione Jdentità Bianconera (gruppo di avvocati e di revisori dei conti, che vorrebbe vederci chiaro anche sulla posizione del presidente del Cagliari, Giulini, “sostenitore dell'Inter con 11.000 euro, poi ridotti a 5000, visto che la norma federale vieta ai tesserati questo tipo di sostegno a società diverse dalla propria) ha chiesto di poter esaminare “le carte”.

 Il retro-pensiero è che le “carte” dell'Inter non fossero in regola per consentirle di iscriversi al campionato. È la seconda volta che la Fondazione le chiede. Pare che alla prima le fosse stato risposto: “Carte? Quali carte?”

Andiamo con ordine. Pochi giorni fa l'Inter ha comunicato che Great Horizon il vettore che indirettamente controllava il 68,5% del club e che era stato escusso da Oaktree aveva in pancia anche la proprietà del 31,05 di LionRock. Domandona alla Zoro: chi c'era dietro a LionRock? 

Mistero più misterioso dei piani per lo sbarco in Normandia. Sostiene una “gola profonda” che dietro a LionRock ci fosse una società di Hong Kong, un fondo che per l'operazione Inter avrebbe costituito una società di copertura alle Isole Cayman (Lion Rock Zuqiu Limited). Altro non è dato sapere: quattrini e investitori si sono infatti volatilizzati.

Altra domandona alla Zoro: se la vicenda verrà indagata (if, condizionale) quali reati potrebbero essere configurati? Ovviamente: ostacolo all'esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza che è regolato dall'articolo 2638 del codice civile. Più o meno si tratta del medesimo reato contestato al Milan, indagine condotta proprio dal dottor Viola della procura di Milano. E a livello sportivo? A livello sportivo ci si potrebbe riferire agli articoli 31 e 32 del Codice di Giustizia Sportiva. 

Per responsabilità oggettiva l'Inter potrebbe arrischiare una ammenda. O una penalizzazione di punti in classifica, (ma dal prossimo campionato), mentre i dirigenti potrebbero arrischiare l'inibizione. Ma qualora scattasse una inchiesta potrebbe essere verificata anche l'eventuale violazione dell'articolo 4, vale a dire della “lealtà sportiva”. Cosa impensabile per un club che, notoriamente, “profuma di bucato”. 

Ma nel caso: possibile revoca dello scudetto. E sempre nel caso: lo vincerebbe il Milan. Risposta caustica: no, visto che non è arrivato terzo. Risposta del buon senso: non è detto. Mio parer personale: nel caso, sarebbe una porcata. Perché (con qualche aiutino arbitrale) l'Inter il suo scudetto lo ha vinto meritatamente “sul campo”. E immagino che il Milan proprio non vorrebbe vedere nella sua ricchissima bacheca anche un “imballaggio” di poco valore.

Ovviamente se una inchiesta verrà aperta il periodo da prendere in considerazione dovrebbe essere il triennio che va dal 2021 al 2024. Domandissima, sempre alla Zoro: cosa potrebbe fare l'Uefa? Rispostona: la variazione dei soci va comunicata all'Uefa che rilascia le licenze per partecipare alle competizioni europee. Se l'Uefa appurasse violazioni potrebbe sanzionare l'Inter. Pecuniariamente o perfino escludendola dalla competizione per la quale si è qualificata.

Infine, domanda delle “cento pistole”: come è possibile che per tre anni la Figc e la sua Procura Federale di nulla si siano accorte? Visto che le variazioni del controllo societario superiori al 10% delle azioni vanno sempre comunicate alla Figc, dovrebbero chiarire gli organi preposti al controllo perché questo non sia effettivamente avvenuto. Tradotto: i quattro della Covisoc (più quello che è rimasto al suo posto) che si sono dimessi. Apriranno una inchiesta su questa vicenda? E se mai dovessero aprirla, quanto la farebbero durare? Perché ci sono club e procure specialisti in “prescrizione”.

Quindi, ripropongo: come è possibile che Dagospia (sia pure con l'aiuto della Reuters) sia arrivata a scoprire quanto alla Procura di Milano e a quella Federale, per tre anni era rimasto ignoto? Non voglia la Dea sia accaduto per onorare il pensiero del Duca di Levis (“Massime, precetti, riflessioni”). “Il tempo logora l'errore e leviga la verità”.

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