Dalle pagine di TuttoJuve.com, ecco l'editoriale di Andrea Bosco sul momento della Juventus. Noi de Il Pallone Gonfiato ne abbiamo preso un estratto.

Juventus, il sogno del posto in Champions 

Ecco le parole del giornalista sulla Juventus:

Ovviamente, ottenendo un posto in Champion's, la Juventus otterrà liquidità (va rammentato che l'esclusione dalla medesima, nonostante un terzo posto guadagnato sul campo grazie alla premiata "ditta" Ceferin – Chinè - Procura di Torino, è costata alla Juventus un centinaio di milioni di euro) da destinare anche ad operazioni di mercato. Poi – non dico per vincerla la Champion's – ma almeno per partecipare in modo "decente" (nessuno ha dimenticato le "grezza" contro i dilettanti israeliani), la squadra dovrà essere rafforzata. Tenendo (possibilmente) quelli buoni e inserendo gente di livello.

Mercato Juventus, le parole di Bosco 

Cristiano Giuntoli
Cristiano Giuntoli 

Andrea Bosco poi si sofferma anche sui rinforzi della Juventus e sui giocatori in vendita già dal prossimo mercato estivo.

Ovviamente tutti i giocatori della Juventus sono in vendita: nessuno escluso. E va di cuelo che la Roma non navighi nell'oro: altrimenti per 30-35 milioni anche il ragazzino che le è stato dato in prestito se ne andrebbe. Così come è andato Dragusin, (via per 1,5 milioni e fortuna che la Juve abbia potuto incassare- pare 6-7 milioni, per la cessione del difensore del Genoa in Premier) così come è andato (per 3 milioni di euro, a prezzo di saldo) Filippo Ranocchia (3 gol nelle ultime 4 gare) al Palermo.

Certo vedere (ancora) in circolazione lo sciagurato Alex Sandro, fa pensare sulle scelte effettuate dalla società e probabilmente dall'allenatore. Che a dire il vero ha lanciato molti giovani, smentendo (di necessità – virtù) le sue abitudini. Ma zavorrato da un gioco "conservativo" (inutile parlare di bel giuoco, di gioco difensivo: dietro al gioco c'è di più a cominciare dai cambi, dalla comunicazione, dai metodi di allenamento, dalla gestione della gare) ne ha migliorati pochi. Gettare la croce addosso ad Allegri è patetico: il suo pedigree parla per lui. È uno chef stellato. Ma il suo menù è il medesimo da troppo tempo. Diciamo che Allegri ha la classe di un Artusi: un classico. Ma oggi le "stelle" della premiata guida le beccano le nuove generazioni.

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