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Serie A

Totti e il litigio con Cassano: “Gli dissi che era un cretino, questione di soldi”

Nella sua autobiografia uscita nel 2018, l’ex capitano della Roma ha parlato di un suo litigio con Cassano

Francesco Rossi
07.08.2022 17:53

In questi ultimi giorni, si è parlato molto della lite tra Francesco Totti e Antonio Cassano ai tempi in cui entrambi militavano della Roma. Gli appassionati di calcio si sono fortemente interessati a questa vicenda passata per via del documentario sull’ex capitano giallorosso, intitolato “Mi Chiamo Francesco Totti”, dove viene citata questa lite tra i due ex campioni. Nel 2018, Totti rilasciò l’autobiografia “Un Capitano”, scritta dal famoso giornalista Paolo Condò
 

Il Pallone Gonfiato ha estrapolato per voi questo passaggio relativo a una lite tra Totti e Cassano, scaturita per via del cachet che il campione del mondo 2006 avrebbe intascato durante una puntata di C’è Posta per Te:
 

Sono amico da anni di Maurizio Costanzo e Maria De Filippi, persone che mi sono sempre state vicine, e ogni stagione dedico una serata a C’è Posta per Te, la trasmissione di Maria che riunisce parenti, amici o conoscenti che per un motivo o per l’altro si sono persi di vista. Una prima volta Roberto, il capo della produzione, mi aveva proposto di organizzare un incontro fra Cassano e il suo padre naturale: si sapeva che i rapporti fra i due erano inesistenti, perché Antonio comprensibilmente gli imputava di essere sparito dopo la sua nascita. Quando poi sulla Gazzetta esce una lunga intervista a questo signore, nella quale – immagino per interesse – cerca di ricucire, capisco dalla reazione furiosa di Antonio nello spogliatoio che non è proprio il caso di insistere. Si arriva così a una seconda proposta, decisamente più light: portare Cassano in studio e fargli trovare il vigile urbano di Bari Vecchia, quello che nei suoi anni di scorribande gli aveva sequestrato il motorino un sacco di volte. Un uomo col quale aveva spesso litigato, ma che in fondo gli voleva bene, come lo stesso Antonio riconosceva. C’è Posta per Te è una trasmissione di grande successo che conseguentemente paga ottimi cachet. Non so quanto diano a Cassano per quella puntata, sono affari suoi e non mi pare corretto chiedere”.

LITE - “La serata fila via liscia, la “riunione” è pure commovente, Antonio è contento e io non ci penso più. Dopo un paio di giorni, però, noto che quando ci incrociamo nei corridoi di Trigoria lui tende a girare al largo. Che è successo? Domenica non gli ho passato un pallone? Non me ne curo granché, Antonio ha di queste lune, se gli vai dietro ogni volta diventi pazzo. Quando però il periodo di gelo si allunga a una settimana, e soprattutto viene esteso per la prima volta a Vito, chiedo a Montella – lui ed Emerson sono quelli più in confidenza con Antonio – se ne sa qualcosa. Vincenzo non si fa pregare: «È offeso con te perché gli hanno detto che hai preteso 15 mila euro di provvigione sulla sua partecipazione dalla De Filippi». Resto di sale. È una gigantesca bugia, e non capisco chi possa avergli detto questa cretinata. «Gliel’ho chiesto, perché anche a me la storia puzza», continua Montella. «Non me l’ha voluto dire. Dice solo che l’ha saputo nello spogliatoio». Qualcuno mi rema contro all’interno della squadra? Il dubbio è pesante, perché sarebbe la prima volta. Il grande difetto di Cassano è credere a chiunque gli racconti qualsiasi cosa, ma su un tema così delicato la fonte dev’essere per forza accreditata. Altrimenti sarebbe almeno venuto da me per chiedermelo a brutto muso. Comincio a indagare da una parte, e a cercare il confronto con Antonio dall’altra; anche perché la tensione è cresciuta, in campo sembriamo una coppia di separati e Capello, che se ne è accorto, ci bombarda di «Passatevela, ma cosa vi prende?». Una volta, durante una partitella, Antonio mi sfida: «Glielo dici tu o glielo dico io?». A fine seduta lo affronto, gli dico che è un cretino se pensa che possa avergli sottratto 15 mila euro; anche perché io ne prendo molti di più a ogni partecipazione, dunque non ne ho proprio bisogno. È una reazione da gradasso, non mi piace e non mi rappresenta, me ne pento subito: ma sono davvero arrabbiato, con lui e col fantasma che mi parla alle spalle. Non ho mai scoperto chi fosse”.

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