Il difficile percorso di crescita che richiede la Spagna
La Spagna affronta un difficile percorso di crescita nel basket, con nuovi giocatori e pochi test.

Un percorso di crescita che richiede tempo
La selezione spagnola di basket si trova in un momento cruciale, dove il talento si sta sviluppando, ma la coesione e la preparazione sono ancora in fase di formazione. Il team, composto da molti giocatori nuovi, non ha giocato partite di preparazione, e questo ha reso il cammino più complesso. Chus Mateo, il tecnico, ha sottolineato come manchino le ore di volo necessarie per mettere a punto la squadra, sperando che si possano acquisire gradualmente. Il processo di adattamento richiede pazienza e tempo.
Le sfide del momento e le lezioni da imparare
Le due sconfitte recenti, contro la Grecia e il Portogallo, hanno messo in luce le difficoltà del team. Nonostante la vittoria contro l’Ucraina e la Georgia, la squadra ha perso due partite chiave, causando preoccupazioni per la classifica del Mondiale. La sconfitta contro la Grecia, in particolare, ha avuto un impatto psicologico, con un ambiente festoso che ha favorito il Portogallo. Le sconfitte sono un’occasione per imparare e migliorare. La selezione spagnola si trova in un momento di transizione, dove il talento è presente, ma la coerenza e la maturità del progetto sono ancora in fase di sviluppo. Chus Mateo ha espresso fiducia nel potenziale della squadra, ma ha anche riconosciuto la necessità di tempo per far maturare il progetto. La squadra, pur giovane, ha già visto alcuni giocatori emergere, come Aday Mara, che ha dato prova di qualità.
La derrota in Tbilisi fu più per come si produsse che per il fatto di perdere. Dominare un incontro in territorio straniero per 34 minuti di gioco di alto livello, e perderlo al termine con una rimonta forzata e vinta da Georgia. Il match contro il Portogallo, invece, fu diverso: un ambiente festoso, forse troppo, e una sensazione di superiorità verso un avversario che sfruttò la situazione. Da entrambi i falli, il team ha molto da imparare per il futuro.
La preparazione è un aspetto critico. Chus Mateo ha analizzato il match contro il Portogallo dicendo: “È un incontro tipico di squadre non sufficientemente integrate”. “Manchiamo di ore di volo e spero che le vayamos cogiendo poco a poco”. Ha ragione il tecnico. Ha debuttato Aday Mara e Baba Mille r, e alcuni giocatori sono arrivati con quasi tre mesi di inattività. Inoltre, la scomparsa di Santi Aldama, un catalizzatore della squadra, ha aggiunto ulteriore complessità. La Spagna, a differenza di squadre come Francia o Serbia, non ha giocato alcun incontro di preparazione. Per questo, Chus Mateo è costretto a utilizzare partite di competizione, come quelle contro il Portogallo e la Grecia, quasi come allenamento. Il team sta costruendo una squadra, ma allo stesso tempo si gioca la classifica per il Mondiale.
La prossima sfida contro la Grecia in Atena sarà cruciale. La Grecia, nel OAKA, si cresce di fronte alla sua folla ostile, e sarà l’ambiente che incontrerà la squadra spagnola. La partita ha assunto un maggiore dramatismo. Básicamente perché si va a cercare la “cueva de un animal”, sempre pericolosa e ferita. La Grecia, dopo la sconfitta contro l’Ucraina e con un vestuario incendiato, ha bisogno urgentemente della vittoria. Perdere sarebbe disastroso e quasi un anticipo per non entrare nel Mondiale.
La Spagna, però, deve vincere a Atena per evitare problemi e affrontare le Ventanas di novembre a Montenegro, dove incontrerà nuovamente la Grecia. Una sconfitta non sarebbe una tragedia, come nel caso della Grecia, ma aggiungerebbe dubbiosità. La squadra ha bisogno di esperienza, sia in partite di preparazione che in quelle di classifica. Chus Mateo ha detto: “I giocatori non sono al meglio della forma per questi partiti importanti, ma non è un’excusa. È quello che tocca e dobbiamo asumerci”. La squadra ha un grande potenziale, ma deve dare forma a questo tesoro. Il tecnico ha visto già giocatori che seguono la sua idea, ma far sì che ciò accada per 40 minuti in un match è una questione di tempo e maturità del progetto. Al fin e al cabo, “Roma non si costruisce in un giorno”.
