Italia, si può perdere senza essere in crisi: la stagione azzurra 2026 racconta una normalizzazione

L’Italia ha perso due volte al tie-break, ma non è in crisi. La stagione 2026 segna una normalizzazione dopo due anni di successi straordinari.

Squadra azzurra in campo durante un match di pallavolo, con giocatrici in azione e pubblico in tribuna
Squadra azzurra in campo durante un match di pallavolo, con giocatrici in azione e pubblico in tribuna

L’Italia ha concluso la stagione 2026 con due sconfitte al tie-break, contro Brasile e Turchia, ma non si tratta di un crollo. La squadra, guidata da Julio Velasco, ha dimostrato di poter giocare bene, arrivare fino in fondo e essere battuta, senza però essere in crisi. Dopo due anni di successi straordinari – Olimpiadi, Mondiali e due VNL consecutive – il 2026 rappresenta una normalizzazione, un ritorno al contesto sportivo di alto livello, dove la vittoria non è più garantita.

La fine di un ciclo e l’inizio di un nuovo equilibrio

La stagione 2026 ha segnato l’uscita di Moki, un’icona quasi ventennale per la squadra azzurra. La sua partenza ha comportato un cambio di struttura, non solo nella posizione di libero, ma anche nella leadership e nella coerenza del sistema di ricezione. Eleonora Fersino, pur con qualità elevate, non è riuscita a sostituire completamente De Gennaro, che era più di un libero: era una leader tecnica e emotiva, capace di trasformare situazioni complicate in azioni giocabili.

La ricezione è diventata un elemento instabile, con percentuali di positiva che si sono ridotte drasticamente in alcune partite.

La squadra ha mostrato una capacità quasi impressionante di attraversare i momenti difficili senza perdere struttura, ma nel 2026 i blackout sono diventati più frequenti. Era già successo nella VNL, dove il Brasile aveva eliminato le azzurre 3-2 in semifinale, prima della reazione che aveva portato al bronzo contro la Cina. A Istanbul, la sconfitta contro la Turchia ha segnato un momento di distanza ridotta, ma non di crisi.

Un potenziale offensivo rafforzato, ma con nuovi equilibri

La scelta di Velasco di mettere in campo Ekaterina Antropova in posto 4 ha aumentato il potenziale offensivo, permettendo a Egonu e Antropova di giocare contemporaneamente. Questa soluzione ha prodotto momenti eccellenti, ma ha anche comportato nuovi equilibri, soprattutto in seconda linea. La squadra ha dimostrato di possedere strumenti difficilmente eguagliabili, come il muro che ha prodotto 18 punti contro 4 contro la Polonia in semifinale.

Paola Egonu resta il riferimento offensivo, mentre Alessia Orro è una delle migliori palleggiatrici al mondo.

La stagione 2026 ha confermato che l’Italia è ancora una delle Nazionali di riferimento mondiale. La domanda che si pone ora è se il 2026 rappresenti l’inizio di una discesa o una fisiologica stagione di transizione dopo un biennio eccezionale. Gli indizi sembrano orientare verso la seconda ipotesi. Nessuna squadra può vivere permanentemente al livello raggiunto tra Parigi 2024 e Bangkok 2025, quando sembrava che anche le giornate complicate dovessero inevitabilmente terminare con una vittoria.

Un futuro da costruire, con nuovi equilibri e sfide

Il 2027 offrirà una risposta molto più significativa. Ci saranno nuovi equilibri da consolidare, la Russia tornerà nel panorama internazionale e il Mondiale rappresenterà il prossimo grande obiettivo. Servirà capire come stabilizzare la ricezione, come distribuire meglio le responsabilità della seconda linea e quale sarà la configurazione offensiva definitiva. Il materiale, però, non manca. L’Europeo sembra quindi il primo vero momento di assestamento, l’età di mezzo dell’era Velasco. L’Italia ha scoperto di poter perdere di nuovo, ma non ha smesso di essere competitiva per vincere. Dopo due stagioni nelle quali ogni partita decisiva sembrava destinata a finire dalla stessa parte, forse il 2026 ha semplicemente restituito le azzurre alla normalità dello sport di altissimo livello: si può giocare bene, arrivare fino in fondo ed essere battuti. La sfida sarà trasformare questa stagione senza titoli in carburante per costruire il prossimo ciclo vincente.

Copyright © ilpallonegonfiato.it di proprietà di Magellano Tech S.r.l. - Via dei Due Macelli 60, 00187 Roma - ufficio@magellanotech.it
Privacy | Cookie Policy | Chi siamo | Redazione