Oddo ha parlato in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport di Simone Inzaghi in vista di Roma-Inter. Di seguito le sue parole.

Inzaghi un top secondo Oddo

Lo prendevo in giro già a fine carriera, quando era acciaccato, “smetti e allena”, perché lui lo diceva, era ‘malato’ di calcio, studiava tutti, guardava ogni tipo di partita. Poi una carriera del genere non la si poteva immaginare per nessuno. Tantissimi giocatori quando smettono cercano di percorrere questa strada, ma le panchine in Serie A sono 20... Lui ce l’ha fatta con grande merito e un pizzico di fortuna nel percorso, visto che nel 2016 alla Lazio doveva arrivare Bielsa, che poi disse no, mentre Simone era destinato alla Salernitana. Un conto è iniziare dalla Serie A, un altro essere in B.

Successi meritati

Assolutamente, oggi è il miglior tecnico italiano. E non perché allena l’Inter ed è in testa. Gestisce una squadra organizzata, messa benissimo in campo, che sa affrontare ogni tipo di partita e che ottiene risultati. La forza dell’Inter non è solo tecnico-tattica, ma anche mentale. Avere campioni che sanno anche soffrire quando serve è un valore aggiunto, merito del tecnico che sa trasmettere più concetti: attaccare, difendere, giocare bene e soffrire.

Simone Inzaghi
Simone Inzaghi Inter

Valorizzazione della rosa

Acerbi sembrava in declino, Calhanoglu e Mkhitaryan erano in scadenza, Thuram lo conoscevano in pochi, mentre la Juve ha speso tantissimo per giocatori di nome. Va reso merito al tecnico che li ha assemblati ma anche ai dirigenti che si sono mossi alla grande sul mercato. Ora Calha e Miki sono tra i top al mondo. Non basta avere 11 campioni, li devi far giocare insieme e pensare alla stessa maniera. Da fuori, il primo merito di Inzaghi è l’empatia. Quando i giocatori vogliono bene al tecnico, poi si stringono a lui anche nelle difficoltà. L’Inter gioca bene perché lui ha saputo modernizzare il 3-5-2. Nelle sue squadre vedo un po’ di Guardiola, un po’ di Gasperini e di altri grandi. Lui non cambia sistema perché non è statico, non vedi mai gli esterni che fanno solo gli esterni, spesso entrano, mentre Barella può essere chiuso o aperto. I braccetti spingono, Darmian e Dimarco diventano ali in un 4-2-4...

Su Roma-Inter

Gara da tripla. La Roma è forte e De Rossi bravissimo. Alla Spal c’erano tracce evidenti del suo buon lavoro. Ed è più facile trasferire le sue idee vincenti ai campioni giallorossi che a giocatori di Serie B.

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