Chiellini

Chiellini, presente e futuro: " La Juventus è casa mia, tornerò da dirigente". E su Mancini...

Chiellini torna a parlare della Juventus e della Nazionale. Il difensore crede ancora nel lavoro del ct Mancini

Serena Baldi
30.05.2022 11:10

Giorgio Chiellini ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, a pochi giorni dalla sua ultima partita con la maglia azzurra contro l'Argentina, mercoledì 1 giugno ore 20:45. Ha parlato del suo presente e del suo futuro, promettendo anche di tornare alla Juventus in altre vesti.

"Quando ho saputo di Italia-Argentina a Wembley ho pensato che fosse un regalo del destino. Un’ultima opportunità, la passerella finale contro Messi, che è uno dei più forti della storia del calcio. Sono pronto a godermi questa partita e dopo Juventus-Inter è il mio unico pensiero, perché voglio farla ad alto livello. Wembley è un posto simbolico, s’affrontano i campioni d’Europa contro quelli del Sudamerica. Senza questa occasione avrei lasciato in Turchia, nella tristezza di Konya, perché la Nations League appartiene al nuovo ciclo"

"Quest’anno ho giocato le gare che avevo messo in conto, una ventina circa, e sono felice di averle fatte al livello che desideravo. Non mi sentivo così bene da prima dell’infortunio, però penso che sia il momento giusto, perché il crollo arriva in un attimo e sia la Juventus sia la Nazionale hanno bisogno che qualcuno riempia il vuoto lasciato da me: servirà a far fare il salto di qualità ai giocatori più giovani"

Sul suo futuro alla Juventus, ha risposto cosi:

"Dalla Juventus ho avuto tanto e ho dato anche tanto. Mi piacerebbe fare un’esperienza più leggera, anche di vita, per staccare la spina e tornare più carico. Fare il dirigente è molto impegnativo, bisogna prepararsi e studiare. Torino ormai è casa per la mia famiglia, torneremo sicuramente a vivere qui".

Parole di affetto e di grande stima anche per Mancini:

E’ l’uomo giusto per portare avanti questo progetto, valorizzando ancora di più i ragazzi, che ci sono già ma adesso aumenteranno. La crescita è fisiologica e loro hanno bisogno di tempo: penso a Locatelli, che se avessimo fatto l’Europeo nel 2020 non avrebbe mai giocato, invece è stato importante. Prendete Tonali: da un anno all’altro è diventato un altro giocatore. Io avevo visto qualcosa dentro di lui fin dalla prima volta che venne convocato in Nazionale, sono contento che sia venuto fuori"

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